«Diciamo le cose come stanno: i finanziamenti per Col Cavalier ci sono, sono previsti da una legge statale del 2007, sono messi nero su bianco. Che poi la Regione Veneto in tanti anni non abbia trovato tempo per accedervi, anche questo è un fatto; e che, a fronte di uno stanziamento statale certo di 50 milioni, abbia dedicato a questa opera, strategica per la provincia di Belluno, una gara per accendere un mutuo a totale carico dello Stato andata deserta e due lettere, anche questo è un fatto».
Così Sergio Reolon interviene su Col Cavalier: fu l’Amministrazione Provinciale da lui guidata, nel 2004, a individuare nel traforo il primo intervento per la strada a scorrimento veloce della Valbelluna: nel giro di quattro anni vennero messe d’accordo le amministrazioni locali, la Soprintendenza, lo Stato, vennero ottenuti i fondi e fu firmato l’accordo per il progetto e la realizzazione dell’opera con Veneto Strade.

«E i lavori, oggi, sono a un passo dalla conclusione – continua Sergio Reolon – Si è creato un grande allarme attorno alla questione dei finanziamenti per la galleria. Ma va chiarito che, grazie alla decisione del Consiglio di Amministrazione di Veneto Strade, non ci sarà alcuna ripercussione sul completamento dell’opera: l’apertura è prevista per giugno, i lavori sono ormai al termine. Quello che manca sono le finiture, gli arredi urbani, le aiuole.
In più, sempre per l’impegno di Veneto Strade, la galleria non è costata un centesimo in più rispetto a quanto preventivato. E’ vero, però, che il fatto che la Regione non abbia attivato il mutuo per accedere ai fondi ha obbligato Veneto Strade a ricorrere all’indebitamento con le banche: questo è un fatto che non ha ripercussioni sull’opera in corso, ma su altre opere previste in altri posti della regione, invece, sì. Veneto Strade non può infatti esporsi ulteriormente poiché aspetta da anni che la Regione le rifonda quanto dovuto, dal momento che la partecipata ha anticipato di suo i costi di Col Cavalier».
«Un’opera strategica per superare l’imbuto della mobilità nell’area centrale della Valbelluna è stata realizzata – afferma Sergio Reolon – La Regione non ha saputo fare. Ma Col Cavalier è stato finito, ed è stato la dimostrazione di cosa vuol dire saper fare: mettere insieme una squadra, saper avere le competenze giuste, crederci, perseguire un progetto, mettere in fila le cose e portare finanziamenti».
