Belluno, 02/06/2026 – Il recente pestaggio ai danni di un giovane egiziano, per il quale sono stati denunciati sei ragazzi bellunesi (tra cui due minorenni), ha riacceso con forza il dibattito sulla condizione e sulla fragilità del mondo giovanile nel capoluogo. Un episodio di violenza che non rappresenta un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in una scia di cronaca allarmante che negli ultimi mesi ha visto protagonisti ragazzi tra i 14 e i 17 anni: dalle minacce con taglierini e coltelli portati in classe, agli insulti via chat ai presidi, fino al consumo di hashish nelle scuole, atti vandalici e sassi lanciati sui binari della ferrovia.
Sul tema interviene duramente il gruppo consiliare d’opposizione Insieme per Belluno, Bene Comune, che punta il dito contro l’Amministrazione guidata dal sindaco Oscar De Pellegrin, accusata di aver ignorato i campanelli d’allarme e di aver affrontato il problema con una strategia esclusivamente securitaria e repressiva.
«Sono anni che chiediamo conto alla Giunta delle iniziative per affrontare la preoccupante deriva del disagio giovanile nel nostro territorio», spiegano i consiglieri di minoranza. Già un anno e mezzo fa, un maxi-questionario promosso da Scuole in Rete e dalla Consulta provinciale degli studenti – che ha coinvolto quasi tremila studenti delle superiori – aveva tracciato un quadro preoccupante: visione negativa del futuro, senso di isolamento e aumento delle dipendenze.
A fronte di questi dati, l’opposizione ricorda la risposta ricevuta dall’assessore alle politiche giovanili: «Ci fu detto che l’incarico a un professionista per indagare la situazione dei giovani a Belluno appariva “del tutto ingiustificato” perché esisteva già una rete sufficiente. La questione venne liquidata in Consiglio comunale come un generico “problema nazionale”, ignorando le specificità di un contesto isolato e scarsamente attrattivo come il nostro, da cui i giovani continuano a emigrare».
Secondo Insieme per Belluno, Bene Comune, le poche note positive della Giunta – come i cicli di incontri sulle emozioni condotti dalla psicoterapeuta Giovanna Ninni – sono in realtà nate da proposte della stessa minoranza. Per il resto, i progetti strutturali sembrano fermi al palo: «Culture Link e il progetto con l’Università di Verona sono lettera morta, della ludoteca non si sa nulla e l’organismo comunale dei giovani è sparito dai radar. L’unica formula usata come bandiera è stata “legalità e sicurezza”».
L’opposizione contesta fermamente i metodi adottati finora: i blitz nei parchi, la rimozione del gazebo al Parco Bologna per far posto a un prefabbricato della Polizia Locale e gli appelli dell’assessore a segnalare quelli che ha definito “idioti e incivili”. «Un presupposto controproducente per dialogare», incalza il gruppo consiliare, che critica anche le lezioni di legalità tenute nelle scuole dall’assessore alla sicurezza (che ha anche la delega alla cultura) per la mancanza di un reale contraddittorio e pluralismo.
A confermare la scarsa centralità del tema per l’Amministrazione, secondo la minoranza, c’è un dato economico emblematico: la voce esplicitamente dedicata alle “politiche giovanili” nel bilancio comunale ammonta ad appena 15.000 euro all’anno. «Una cifra che misura la distanza tra la gravità del fenomeno e la priorità che questa Amministrazione gli attribuisce», attaccano i consiglieri.
L’aggressione al giovane egiziano ha scatenato sui social una tempesta di commenti violenti, intrisi di razzismo, invocazioni alla gogna pubblica e persino richieste di “remigrazione”, nonostante i sei aggressori siano bellunesi al 100%. «Messaggi che normalizzano la violenza e che dimostrano come il problema non riguardi solo i ragazzi, ma anche l’aggressività del mondo adulto. Le istituzioni devono spostare lo sguardo dall’ottica meramente repressiva a quella preventiva ed educativa», si legge nella nota.
In questo scenario, il gruppo consiliare definisce «assordante» il silenzio del sindaco De Pellegrin, accusato di ritenere prioritario invitare la città a riflettere sui lavori stradali di via Feltre piuttosto che aprire una seria autoanalisi sulle politiche sociali del comune.
Per uscire dall’emergenza, Insieme per Belluno, Bene Comune lancia una proposta concreta alla cittadinanza e alle istituzioni: l’istituzione di un tavolo cittadino che coinvolga il Consiglio comunale, le scuole, le associazioni educative, sportive, culturali e la società civile.
«L’obiettivo è scrivere insieme un vero e proprio “Patto educativo” per Belluno», conclude il gruppo. «Una comunità adulta deve saper interrogarsi prima di giudicare. Continueremo a chiedere politiche giovanili strutturate, capaci di mettere al primo posto l’ascolto, la prevenzione e la coesione sociale, per restituire ai nostri ragazzi la percezione di un futuro possibile in questa città».
