«Chiediamo al governatore Luca Zaia se le dichiarazioni rilasciate dal direttore generale di Veneto Strade, Silvano Vernizzi, rappresentino la posizione ufficiale della Regione sulla gestione degli appalti e, soprattutto, del servizio di sgombero neve nella nostra provincia o se invece, come immaginiamo, si tratti solo di un’uscita personale, comunque grave, inaccettabile e offensiva non solo per la nostra associazione, ma per l’intero territorio».
Ance Belluno (Associazione nazionale costruttori edili di Confindustria Belluno Dolomiti) risponde così alle affermazioni rilasciate da Silvano Vernizzi, che, oltre a minacciare la sospensione del servizio da marzo, ha definito «lagnanze demenziali» le osservazioni della Sezioni Edili di Confindustria Belluno Dolomiti sulla gestione degli appalti della pulizia delle strade e, in particolare, sui disservizi seguiti alle ultime nevicate nell’area del Cadore.
«Polemizzare serve a poco – sostiene Ance Belluno – ma vista la reazione scomposta probabilmente abbiamo colto nel segno. Vale perciò la pena ricordare alcuni aspetti fondamentali. Innanzitutto, è un dato di fatto che lo sgombero neve nell’area di Auronzo non abbia funzionato. In secondo luogo, se chi è sul posto non riesce a garantire i prezzi e il servizio richiesti da Veneto Strade, ma lo fa un’impresa a duecento chilometri, forse qualcosa non torna. Infine, è sacrosanto che Veneto Strade sia pagata per il lavoro che fa, ma proprio per questo lo deve fare bene, disponendo di tutte le competenze necessarie per valutare che i lavori appaltati possano essere espletati con dignità e qualità».
«Le “lagnanze demenziali” – prosegue Ance Belluno – si basano su due concetti cardine che chi parla conosce bene.
Primo: lo sgombero neve, per anni considerato un lavoro ed ora appaltato come fosse un servizio, è caratterizzato da condizioni estremamente particolari, legate all’incognita dell’evento e comunque al mantenimento di un sistema che possa intervenire in tempi rapidi ed efficienti. Secondo: il ribasso lo fa l’impresa, ma è la stazione appaltante che deve valutare la congruità di ogni offerta perché sia sostenibile. Si può dire che a questo servono i giudici di gara ed un appalto è una gara tra imprese in cui ognuna mostra il meglio di se. Precisiamo, inoltre che, perché la gara sia corretta, è necessario che la linea di partenza sia accessibile a tutti, ovvero che i prezzi posti a base e le condizioni di gara imposte dai giudici siano sostenibili. Poco incide un ribasso anche minimo, se i prezzi decisi dalla stazione appaltante sono a priori insostenibili o se le condizioni per eseguire il lavoro o servizio sono ingestibili. Tutto il resto è solo inutile polemica fatta sulla pelle degli utenti, tra l’altro alimentata da un funzionario pagato dai cittadini per garantire servizi efficienti e non per prendere pubblicamente posizioni che spettano alla politica».
