HomeCronaca/PoliticaUn biberon di latte. Cronaca da Kanawat (nord Uganda)

Un biberon di latte. Cronaca da Kanawat (nord Uganda)

granturco ugandaSuor Roma, responsabile del dispensario medico di Kanawat, unico avamposto sanitario del nord Karamoja, ci mostra il magazzino desolatamente vuoto. Anche quest’anno le poche e isolate piogge cadute negli ultimi mesi hanno in buona parte rovinato il raccolto di mais e sorgo, principali fonti di sostentamento alimentare di questa regione, una delle più povere e arretrate del pianeta. “Insieme si può…” da molti anni garantisce la fornitura di viveri ai pazienti del dispensario medico. La spedizione trimestrale programmata per ottobre è purtroppo in ritardo per la precarietà delle strade e per la difficoltà di insaccare il mais contenuto nel grande silos di Moroto, a causa dei continui acquazzoni (fuori stagione ormai!). Assieme alla promessa di inviare il cibo al più presto, consegniamo comunque a Suor Roma un del latte in polvere pediatrico più alcuni biberon offerti da un negozio di Corvara.

Il giorno prima abbiamo fatto lo stesso nel centro delle Suore di Madre Teresa dove sono ospitati 35 bambini orfani da 0 a 3 anni.

Meano di Santa Giustina, (BL) 24 ottobre

Nel grande piazzale di cemento una pala meccanica sta sistemando il mais appena scaricato da un camion. I mucchi di chicchi color oro sono altissimi ed è per me inevitabile paragonarli ai piccoli e semivuoti granai delle abitazioni di Kanawat. Ad aggravare il mio improvviso mal di stomaco è la consapevolezza che tutto quel mais non si trasformerà mai in farina da polenta, ma è destinato all’alimentazione di mucche e maiali (ma potrebbe venire usato anche nelle stufe al posto del pellet!). Una domanda mi viene spontanea: “Può avere futuro una società nella quale mucche e maiali (per non parlare di cani e gatti!) mangiano di più e meglio di un miliardo di persone costrette a vivere mediamente con 1 euro al giorno? Può avere futuro una società che ogni anno butta 1,3 miliardi di tonnellate di cibo nella spazzatura quando 30.000 bambini muoiono di fame ogni giorno?”

Kanawat, 25 ottobre

Suor Roma mi invia un messaggio per informarmi che un paio di giorni dopo la nostra visita al dispensario una mamma è morta di parto. Senza il latte in polvere portato da “Insieme si può…” anche per la sua bambina non ci sarebbero state speranze.

Una triste, ma nello stesso tempo bella notizia per confermare a tutti che costruire un mondo migliore è possibile. L’indifferenza e l’egoismo, almeno questa volta, non hanno avuto la meglio!

Ma la lotta continua, e anche domani, quando l’alba illuminerà il cielo dell’Uganda, saremo nuovamente a fianco dei più poveri, dei disabili, degli ammalati di AIDS, dei bambini malnutriti.

Grazie a un piccolo, ma generoso aiuto da parte di tutti riusciremo certamente a vincere qualche altra battaglia contro la fame.

Contribuiremo così anche a ridare speranza e fiducia a una società che sta morendo di apatia e di indifferenza.

Piergiorgio Da Rold

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