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Provincia e Bim Gsp: politica, silurati e siluranti. Ma il conto lo paga sempre il cittadino

 

Secondo la tesi di Giampaolo Bottacin, il siluramento dall’incarico di presidente della Provincia, discenderebbe dalla sua azione contro la gestione di Bim Gsp. Fu cioè la risposta del Pdl, che a quel tempo guidava con un suo rappresentante la società di distribuzione dell’acqua che in alcuni anni sprofondò con un buco finanziario vicino ai 90 milioni di euro (87 per la precisione).

Un pesantissimo e ingiustificabile deficit che stato scaricato totalmente, senza minimamente ricercare responsabili e responsabilità, sulle spalle dei cittadini bellunesi che in queste settimane stanno ricevendo bollette con importi paurosi e tali da far salire una vibrante e decisa protesta da parte della gente e, in particolare, di settori economico come quello turistico pesantemente in difficoltà per varie cause tra le quali il maltempo.

Dunque, una forte reazione e protesta, sulla cui scia ha pensato bene di infilarsi il nostro Bottacin. Chissà, forse per tentare di giustificare il fallimento della sua giunta provinciale e, in qualche modo, cercare di rimettersi in gioco politicamente.

Stando a quanto si legge sui giornali il segretario della Lega, Matteo Salvini, starebbe verificando le carte delle varie espulsioni e/o sospensioni dal Carroccio e, con molta probabilità, anche quella di Bottacin. E chissà mai che non possa essere reintegrato e tornare a essere ricandidabile con la forza politica che l’ha portato in Regione (nel listino di
Galan) e poi alla presidenza della Provincia.

Questo potrebbe essere lo scenario e il motivo del suo attivismo da un capo all’altro della Provincia, cavalcando la protesta derivante dal rincaro delle bollette del servizio idrico.

Tuttavia, dovrebbe pure sapere come l’impresa, di far dimenticare le incapacità, le lotte intestine della sua giunta, sia da considerarsi ardua se non disperata. Salvo che a una grande maggioranza di cittadini elettori di questo territorio non gli si cancelli improvvisamente la memoria della difficile e perigliosa stagione attraversata dalla sua compagine di assessori in preda a liti, scontri e incapacità di gestire, tra l’altro, le opportunità del marchio Unesco appena riconosciuto alle Dolomiti.

Eugenio Padovan

 

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