13.9 C
Belluno
mercoledì, Febbraio 21, 2024
HomeCronaca/PoliticaElezione di presidente e giunta provinciale: appello alle "Terre alte" della Provincia

Elezione di presidente e giunta provinciale: appello alle “Terre alte” della Provincia

In previsione della prossima “elezione” di Presidente e Giunta della Provincia di Belluno, il Presidente di Confartigianato Imprese Belluno, Giacomo Deon, ha espresso alcune considerazioni condivisibili sulla necessità di una assise di tutte le rappresentanze dei Bellunesi, per discutere le linee strategiche per il nostro futuro. Ricordo tuttavia che ciò somiglia molto agli Stati Generali che la Cciaa statutariamente già può convocare e che l’ultima volta dimostrarono malauguratamente tutta la loro impotenza, sia numerica sia di contenuti. La speranza comunque deve sostenerci, quindi ben venga quanto proposto.

Mi permetto, da semplice cittadino, di fare alcune considerazioni che sono certamente viziate dalla mia professione di fede per l’Autonomia della nostra Terra, ma spero siano interpretate nella loro giusta prospettiva. Tenendo anche conto  dei parametri che la legge stabilisce per ponderare la rappresentatività dei singoli Comuni con la loro popolazione in sede di votazione.

A chi abbia saputo, e voluto, leggere i risultati delle ultime elezioni europee nella nostra Provincia, non è certamente sfuggito che vi è stata una chiara divisione territoriale. La parte che si ritrova nella vallata da Longarone a Feltre s’è espressa politicamente in linea coi risultati nazionali, privilegiando, a mio parere, una scelta difensiva, dettata da fattori di politica nazionale. Quella montana, e non semplicemente le terre Alte, ha dato invece un forte segno di discontinuità, di insofferenza per la politica nazionale, privilegiando una opzione  montana, autonomista, rivolta ai problemi locali. E questo non solo nei Comuni referendari.

E’ chiaro che, se questi Comuni non troveranno una linea unitaria di comportamento, sarà quasi fatale che la Presidenza vada al Sindaco che uscirà da una ristretta cerchia della vallata di cui sopra. Ed è altrettanto chiaro, guardando alle loro scelte e prospettive, che non saranno portatori di istanze autonomistiche. Per essere espliciti, Perenzin che si espresse, e combatté, contro il referendum o Massaro che mi risulta a Belluno abbia assunto la delega all’Autonomia, ma mai se ne fece carico, se non nelle strette necessità istituzionali, non sarebbero i più titolati a farlo, proprio nel momento in cui più acuta è la necessità di scelte coraggiose. E il momento è finalmente giunto, dato che si tratterà di verificare l’attuazione dell’art. 15 dello Statuto veneto (specificità della Provincia di Belluno) e della introduzione delle Province montane e confinanti con stati stranieri, come più volte promesse da esponenti governativi, i cui nomi spero tutti ricordino, per rivolgere loro osanna o strali, a seconda del risultato finale. E questo non sarà di interesse dei soli montanari.

Invito quindi i rappresentanti delle terre Alte e della Montagna bellunese a mettere veramente da parte eventuali attriti o divergenze d’ordine politico, in vista di un risultato che numericamente è a loro portata. Tanto più che sembra che nel numero degli elettori rientrino anche i passati consiglieri provinciali. Col senno di poi avrebbero dovuto finalmente accorgersi  quanto sia stata improvvida e deleteria la decisione di affondare quella Giunta. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quasi tre anni di pesante commissariamento che portò alla paralisi dell’istituzione e conseguente incapacità del territorio di porre atto a soluzioni adeguate alla crisi che ci colpì in modo più pesante che altre province limitrofe. Non lo dico io, ma tutte le categorie, nessuna esclusa, quindi mi aspetto anche da questi una assunzione di responsabilità e un voto conseguente.

Il nocciolo della questione bellunese sta anche nel saper scegliere rappresentanti che, pur nel ridimensionamento dell’Ente, possano dare il massimo per raggiungere gli obiettivi minimi conseguibili e ciò non sarà possibile con una gestione affidata a persone che non hanno dimostrato nei fatti alcuna sensibilità a proposito.

Tomaso Pettazzi

- Advertisment -

Popolari