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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Il 7mo alpini in Val di Susa, chiamato a difendere “L’alta voracità”

 

7 alpiniE’ uno sporco lavoro quello per il quale sono chiamati nelle prossime ore gli alpini del 7mo Reggimento di Belluno. Non si tratta infatti di difendere la Patria. Nemmeno di assecondare gli alleati in altre sconcertanti “missioni di pace”. Questa volta gli alpini saranno schierati di fronte ad altri cittadini italiani nella Val di Susa, dove è in corso la protesta contro la Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità.

E se il consigliere regionale Dario Bond parla con cautela di “una difficile missione in Patria” in capo al comandante del 7mo, colonnello Stefano Mega, l’assessore regionale Elena Donazzan, sua collega di partito, liquida la faccenda apostrofandola come una  “situazione limite dove i diversi governi hanno tollerato per troppo tempo una delinquenza organizzata molto pericolosa”.

Delinquenza molto pericolosa?

In un paese come il nostro, dove i grandi appalti sono puntualmente aggrediti da corrotti e corruttori (per ultimi l’Expò di Milano e il Mose di Venezia) chi sono i pericolosi delinquenti? I cittadini che protestano contro una inutile opera pubblica che, nel caso della Tav, serve solo a portare le rape da Torino a Lione mezz’ora prima, attraverso una linea ferroviaria che, chissà perché, in Italia ci costa 73 milioni di euro a chilometro, contro i 10 milioni/Km in Francia e i 9 milioni/Km in Spagna?

E’ un compito maledettamente ingrato e subdolo, dunque, quello che questa volta attende gli alpini in Val di Susa, dove basta una scintilla per far divampare un incendio.

E dove ci auguriamo nessuno debba più rischiare la vita per l’incapacità di una politica attenta per lo più agli interessi particolari che al bene comune dei cittadini.

Roberto De Nart

 

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