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Fondo Brancher. Piccoli: “La bozza d’intesa è un compromesso al ribasso”

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“L’ultima bozza di intesa sul fondo per i comuni di confine è l’ennesimo compromesso al ribasso per il nostro territorio. E’ inaccettabile su molteplici fonti”.

A denunciarlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli, una volta letta la bozza di intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero Affari regionali, la Regione Lombardia, la Regione Veneto e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla gestione del noto fondo Brancher.

“Ci sono problemi sia di metodo che di contenuti: Trento e Bolzano continuano ad avere un peso eccessivo. Il coordinamento previsto per la gestione del fondo infatti conta cinque rappresentanti: uno per il Trentino, l’altro per l’Alto Adige, un terzo per il Ministero, un quarto per il Veneto e un quinto per la Lombardia. Questo significa che sulla carta la maggioranza è delle province autonome che, come noto, hanno un forte ascendente sul Ministero”, afferma Piccoli.

“Per non parlare del fatto che le province montane di Belluno e Sondrio entrano nel Coordinamento, ma senza diritto di voto. Un contentino che sembra l’ennesima beffa”.

Ma non finisce qui: “Con la scusa dei cosiddetti “progetti strategici”, i soldi possono essere usati anche sui territori trentini e bolzanini, quindi c’è da chiedersi quanti degli 80 milioni di euro del Fondo attraversino davvero i confini”, rimarca Piccoli.

Tra gli aspetti più contestati c’è la decisione di tagliare fuori definitivamente i comuni di seconda fascia: “La bozza sembra escludere completamente le realtà che non sono direttamente confinanti. Si tratta di una visione miope. Così facendo si sposta solo di qualche chilometro il confine del disagio innescando le solite guerre fra poveri a cui il nostro territorio è purtroppo abituato”.

Non manca poi quella che Piccoli definisce una “ipocrisia lampante”: “Con la Finanziaria 2014 si è optato di cancellare l’Odi nella convinzione che fosse un organismo inutile – pur non essendoci indennità di carica o gettoni di presenza. Ora leggo che viene istituita una segreteria tecnica che costerà 400 mila euro all’anno e che inizialmente sarà affidata alla Provincia autonoma di Trento. Se questo è il risultato decantato dal Pd allora siamo messi davvero male. Per questo chiedo di rivedere la bozza prima che sia troppo tardi coinvolgendo in primis i sindaci bellunesi”, conclude Piccoli.

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