13.9 C
Belluno
giovedì, Febbraio 29, 2024
HomeCronaca/PoliticaElettrodotto. Terna forza la chiusura del procedimento Via

Elettrodotto. Terna forza la chiusura del procedimento Via

 

ternaDopo 4 mesi di ulteriore confronto sollecitato dagli enti locali, e all’indomani del voto nei rispettivi Consigli comunali sulla proposta di Addendum, Terna Rete Italia prende atto della mancata unanimità delle Amministrazioni Comunali coinvolte dalla Razionalizzazione della rete elettrica bellunese, ed è costretta a sollecitare i Ministeri e la Regione Veneto a chiudere la procedura di VIA, formalmente aperta dal novembre 2011.

Questo il contenuto della lettera che Terna Rete Italia ha inviato ai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, alla Regione Veneto e per conoscenza agli stessi Comuni.

Terna Rete Italia lo scorso dicembre, accogliendo con responsabilità le sollecitazioni dei Comuni, si era dichiarata disponibile ad ampliare il ventaglio delle alternative al progetto. Oltre alle due fasce potenzialmente impegnate per il nuovo elettrodotto 220Kv nominali, ma armato per i 380 Kv (le cosiddette alternative “A” di passaggio “basso” avviato in autorizzazione nel 2011 su indicazione dei Comuni, e “B” di passaggio a mezza costa del Nevegal presentata a luglio 2013 quale integrazione su richiesta della Commissione Tecnica VIA nazionale) Terna Rete Italia si era resa disponibile ad aggiungere volontariamente una terza fascia, “C”, che in parte ricalcasse il tracciato previsto dall’alternativa “A” ma ricongiungendo il nuovo 220kV con l’esistente linea 220kV, immediatamente dopo l’attraversamento del Piave senza interferire con le abitazioni.

L’addendum proposto al Protocollo del 2009 poneva come condizione – convenuta coi Sindaci – di un’unanime valutazione della fascia “C” come “opzione preferenziale”, e l’impegno di Terna ad integrare volontariamente la documentazione oggetto di VIA con un nuovo progetto di tracciato sviluppato all’interno della fascia “C” condivisa che avrebbe costituito il progetto di tracciato sostenuto da Terna SpA nell’ambito del procedimento autorizzativo (essendo formalmente impossibile “annullare” le fasce “A” e “B” già oggetto di istruttoria ministeriale).

Declinata l’ipotesi di addendum per la mancata approvazione unanime da parte dei Comuni, Terna ha dunque sollecitato la chiusura della VIA aperta dal novembre 2011 sulle alternative esistenti per poter procedere con un intervento necessario per la sicurezza elettrica bellunese.

 

- Advertisment -

Popolari