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martedì, Aprile 13, 2021
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Trenitalia sorvegliati speciali * intervento dei comitati

trenoQuasi un mese è già passato dall’introduzione del nuovo orario cadenzato e i forti disagi della prima settimana non si sono di certo esauriti.

Le vane promesse a seguito della decisione di sopprimere alcuni treni spezzandone la linea, come i celeberrimi Milano-Venezia, ma anche i Padova-Mantova, continuano a lasciare a piedi moltissime persone per il mancato rispetto delle coincidenze. Le tanto proclamate “200 corse in più” della Regione Veneto sono state un facile specchietto per le allodole, poiché sono dovute semplicemente all’aumento delle tratte, che prima risultavano appartenere alla stessa.

Non si è trattato quindi di un effettivo aumento di treni disponibili nell’arco della giornata per i viaggiatori. Senza contare il drastico taglio nei prefestivi e festivi, dove si passa rispettivamente a 600 e 400 dagli 800 “a regime”. Spesso il risultato finale è stato la riduzione delle carrozze del treni con il conseguente sovraffollamento di quelle restanti. Se si vogliono “aumentare le corse” mantenendo sostanzialmente lo stesso parco macchine, non ci vuole un genio a capire che succederà! Casi del genere li abbiamo visti ogni mattina a Vicenza, Bassano, Montebelluna, ma la lista è lunga. Spetta alla Regione definire la composizione programmata dei treni per evitare che la gente resti in piedi o addirittura non riesca a salire sul treno.

Come da copione abbiamo assistito anche ai guasti che sistematicamente si ripetono ogni inverno, aggravati pure da intossicazioni ai passeggeri come accaduto a Feltre. Questo continuerà “cadenzialmente” ad accadere finché non ci sarà un investimento regionale serio per il materiale rotabile e per l’infrastruttura ferroviaria.

Ma passiamo all’accumulo di ritardo, la nostra materia preferita. Trenitalia, come da contratto con la Regione Veneto (contratto Regione Veneto – Trenitalia 2009-2014 Art. 10 – Qualità dei servizi – comma 2), si prefigge di arrivare ad avere il 93% di treni su base annua con un ritardo inferiore o uguale a 5 minuti, ma queste percentuali ogni anno vengono sistematicamente disattese e smentite. Le percentuali si abbassano ancora di più su base mensile, in riferimento ai treni in fasce orarie di punta con un ritardo inferiore o uguale a 5 minuti (90,3% – nel 2012 contro il 91,5% che si da come obiettivo Trenitalia). Per finire con le alte percentuali (98,5%) che Trenitalia si pone come obbiettivo in riferimento ai treni con ritardo entro i 15 minuti.

Ci si chiede dunque se veramente c’è la volontà di far arrivare i treni in orario o se è più importante farli arrivare entro il quarto d’ora di ritardo. I dati da noi raccolti (rilevati sistematicamente ogni giorno su tutti i treni veneti e friulani attraverso viaggitreno.it, il portale di Trenitalia) non sono affatto positivi: il confronto tra le registrazioni del mese precedente al Cadenzato e quelle della prima settimana in cui è stato attivato mostrano 4 punti percentuali in meno sulla “puntualità” (da 78% a 74%), dove più di un treno su 4 presenta un ritardo maggiore di 5 minuti.

Il miglioramento registrato nelle ultime due settimane (+10% di treni in orario) rappresenta per noi un’ulteriore nota di demerito, in quanto treni più puntuali a basso regime di utenza – dovuto alle vacanze natalizie – dimostrano l’inadeguatezza del sistema in regime di utenza ordinaria causato forse da una cattiva programmazione che non tiene conto della presenza di chi usufruisce del servizio. Fatto non trascurabile in una regione, come il Veneto, che presenta uno dei più grossi nuclei di utenza pendolare in Italia. Tuttavia, anche a regime di utenza ridotto, 1 treno su 6 continua a superare i 5 minuti di ritardo.

Per tutti questi motivi, ASU, Il Sindacato degli Studenti, Zoe Lab, Neo Ateneo, Link e Rete della Conoscenza, le associazioni che hanno dato vita al progetto Trenitardo – La banca del tempo perduto, hanno deciso di aumentare la posta in gioco: dal 7 Gennaio tutti i pendolari che viaggiano in Veneto e Friuli, siano essi studenti di qualsiasi livello, lavoratori o semplici viaggiatori occasionali, potranno inviare le proprie segnalazioni, attraverso il sito o l’applicazione, contribuendo a quantificare il disagio sociale provocato dal disservizio ferroviario.

Non ci sono più scuse. Mentre prima il progetto si limitava alle città universitarie di Padova, Venezia, Udine e Treviso, ora chiunque viaggi ovunque in Veneto e Friuli Venezia Giulia per studio, lavoro o qualsiasi altro motivo, potrà unire la propria voce a quella di altre migliaia di persone che subiscono un simile trattamento, amplificandola.

Ma Trenitardo non si vuole limitare solo a questo: oltre a raffinare ancor meglio le statistiche ─ ricordiamo che i dati vengono ricavati direttamente dal portale viaggiatreno.it ─ viene implementato il concetto di piattaforma che sta alla base del progetto, ovvero la possibilità di mettere in rete tutte le realtà, associazioni e comitati, che operano nel settore. Attraverso il sito, quindi, l’utente potrà interfacciarsi con chi sta seguendo più da vicino i problemi della propria tratta, oppure acquisire utili informazioni grazie al lavoro d’indagine e di proposta di altre associazioni attive.

Crediamo che solo con la collaborazione fra tutti ci potranno essere dei cambiamenti reali.

Va ricordato poi che la Regione, in collaborazione o contradditorio con Trenitalia, si avvale del contributo dell’utenza, in particolare di quella pendolare, per la valutazione dei servizi ferroviari e il miglioramento dei servizi stessi (come riportato all’Art.11 dell’Allegato A, del DGR n. 1000 del 23 marzo 2010). Già qualcosa si sta muovendo, l’abbiamo dimostrato anche con il dossier che lo scorso 6 Dicembre è stato inviato alla Regione Veneto, l’hanno dimostrato le indiscrezioni sulle modifiche del contratto Regione Veneto-Trenitalia e la possibilità di una nuova gara, ma non basta. Serve una migliore pianificazione e un maggiore finanziamento!

Non ci fermeremo: siamo consapevoli che problemi simili vengano vissuti da tanti pendolari (e non) in tutta Italia. Stiamo intessendo una rete di contatti nelle altre Regioni per estendere il progetto in tutto il territorio nazionale, cercando di rispondere alle peculiarità di ognuna. Ovviamente senza dimenticare di dare un nome ai responsabili, siano essi Stato, Regioni, RFI, Trenitalia o altre compagnie di servizio.

Questa volta possiamo proprio dire che hanno i minuti contati.

Trenitardo – La Banca del Tempo Perduto

Associazione Studenti Universitari

Il Sindacato degli Studenti

Zoe Lab – Laboratorio studentesco

Neo Ateneo

Link – Coordinamento Universitario

La Rete della Conoscenza

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