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Maltempo, chiusura strade. E Cappellaro se la prende con i comitati di cittadini: “Il nostro territorio paga le conseguenze di una cattiva gestione e dello strapotere dei comitati del no a qualsiasi opera di interesse pubblico”

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti
Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

«La chiusura della statale di Alemagna proprio nel giorno di santo Stefano e il guasto alla rete elettrica in Cadore sono un danno enorme per l’economia bellunese, soprattutto per il comparto turistico. Sarebbe facile dare la colpa alla “tempesta di Natale”, ma la verità è che questo territorio paga le conseguenze di una cattiva gestione e, soprattutto, dello strapotere dei comitati del no a qualsiasi opera di interesse pubblico».

Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro con un ragionamento sorprendente, attribuisce quanto successo nella parte alta della provincia a un non meglio identificato “strapotere dei comitati del no”. 

«Le previsioni meteorologiche – prosegue Cappellaro – erano note da giorni. Come è possibile che non si sia agito tempestivamente e in modo efficace per evitare la chiusura della statale 51 di Alemagna, la principale strada di accesso per i turisti? Cos’è che non ha funzionato? Di chi sono le responsabilità?

Forse, l’Anas dovrebbe dare qualche spiegazione ai bellunesi». Ma il presidente dell’associazione industriali punta il dito anche contro «i comitati del no», vale a dire contro «coloro che si oppongono, per interessi personali o per ragioni ideologiche, a qualunque opera di interesse pubblico».

Il riferimento è forse al Comitato acqua bene comune che si è battuto per la difesa dei corsi d’acqua fermando la costruzione di nuove centrali elettriche? Il presidente degli Industriali nono lo dice apertamente. E non dice nemmeno quali sarebbero gli interessi personali dei comitati, difficile da focalizzare. Mentre sono facilmente intuibili gli interessi degli industriali in questo senso.

«Non è più tollerabile – si sfoga Cappellaro – che una minoranza rumorosa di cittadini impedisca la realizzazione di infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico del territorio. Come possiamo pensare di essere competitivi se abbiamo strade inadeguate e una rete ad alta tensione vecchia di cinquant’anni? Troppo comodo assecondare sempre le proteste dei vari comitati, rinunciando a investimenti fondamentali, e poi infuriarsi se una nevicata, per quanto abbondante, mette in ginocchio una parte della nostra provincia, provocando danni enormi a tutte le principali località turistiche».

 

 

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