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Ecco perché ho votato contro il Piano casa ter. Lettera aperta del vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani

Matteo Toscani, consigliere regionale
Matteo Toscani, consigliere regionale

Credo sia opportuno motivare le ragioni che mi hanno portato ad esprimere, unico componente della maggioranza consiliare, voto contrario all’approvazione del Piano Casa ter per forti riserve e preoccupazioni pur nella convinzione della sua utilità.

Negli accordi intercorsi nei momenti precedenti la votazione, ho fortemente voluto e ottenuto l’inserimento di un emendamento, successivamente approvato, per una maggiore e sostanziale tutela delle zone agricole.

Non sarà quindi possibile, come previsto nel testo iniziale, spostare volumi in qualsiasi terreno agricolo. Saranno infatti preclusi quei terreni che i comuni hanno considerato di particolare pregio ambientale. Per sintetizzare posso affermare che è stato posto un buon argine a potenziali scempi urbanistici.

A farmi però assumere la grande responsabilità di un voto finale contrario (unico in una maggioranza che contava ben 10 assenti) è stata l’ostinazione generale dei miei colleghi di Lega Nord, PDL, Forza Italia e altri gruppi minori, nel voler esautorare i comuni da qualsiasi possibilità di intervento con deliberazioni del consiglio comunale.

Il nuovo Piano Casa ter viene imposto dalla Regione ai 581 comuni veneti d’imperio, senza alcuna possibilità di aggiustamenti a livello locale.

In un comune come Cortina d’Ampezzo varranno le stesse regole urbanistiche (si abbia almeno l’onestà intellettuale di ammettere che di norme urbanistiche si tratta e non di norme finanziarie) della più degradata delle periferie di una qualsiasi altra località veneta.

Zone preservate nei secoli con passione e lungimiranza potranno essere gestite con la stessa sensibilità che ha creato zone urbanisticamente degradate e marginali.

Con questa legge regionale gli strumenti urbanistici comunali saranno, di fatto, superati e calpestati. Le amministrazioni comunali avranno buttato alle ortiche milioni di euro di risorse utilizzate per redigere i vari PRG, PAT e PI.

Da ora in poi si potrà edificare quasi ovunque cancellando decenni di pianificazione urbanistica in capo alle amministrazioni comunali.

Tutto questo viene motivato e giustificato come misura per tamponare la crisi, omettendo di dire che si poteva essere efficaci nello stesso modo con minore invasività e maggiore sensibilità verso enti locali e ambiente.

Non si ha peraltro l’onestà intellettuale di riconoscere come buona parte degli interventi nasca da benefici fiscali ancor più e prima che non dal piano casa.

Con questo provvedimento si è voluta forzare la mano cambiando regole che avevano dimostrato, nel tempo, efficacia ed utilità. Saranno consentiti interventi che in alcuni casi diventeranno devastanti oppure creeranno infiniti contenziosi con enti ubblici e soggetti privati.

Devo anche dire che con questo provvedimento si è scritta una brutta pagina di storia nel rapporto tra la Regione e le autonomie locali, l’ennesimo esempio (non bastassero quelli statali) di prevaricazione dell’ente “più forte su quello più debole”. In questo caso il centralismo veneziano si è aggiunto a quello romano!

Unica grande consolazione la possibilità, ancora per qualche anno, di creare opportunità di miglioramento degli edifici e delle condizioni abitative dei veneti e occasioni di lavoro per le imprese del settore.

In conclusione ribadisco il mio pensiero: si poteva e doveva creare uno strumento legislativo meno impositivo e costrittivo e più adattabile e confacente alle molteplici esigenze del territorio.

Matteo Toscani

 

 

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