Confartigianato ha deciso di dare voce ai casi di “mala burocrazia”. Sono troppi, infatti, i soldi sprecati dalle aziende per adempimenti burocratici e di questi tempi di spending review i numeri sono davvero importanti e non sono più accettabili.
Sono ben 31 i miliardi di euro che le imprese italiane spendono per adempimenti amministrativi: un onere pari a 2 punti di PIL, che su ciascuna azienda pesano per circa 7.000 euro l’anno. Questi costi potrebbero diminuire di 8,49 miliardi (29% in meno) se venissero attuati i provvedimenti di semplificazione varati tra il 2008 e il 2012: norme che dovrebbero alleggerire costi e vincoli burocratici in materia di lavoro e previdenza, fisco, privacy, appalti, ambiente, edilizia. Ma gli effetti di questi provvedimenti sono ancora tutti da dimostrare.

Confartigianato, pertanto, ha deciso di misurare la reale efficacia per gli imprenditori di queste leggi di semplificazione e individuare nuovi interventi di sfoltimento della giungla burocratica. “Ma perché le imprese, in questa situazione di crisi – si chiede Giacomo Deon, presidente di Confartigianato Imprese Belluno – devono continuare a pagare una macchina burocratica che oltre ad essere costosa provoca distorsioni ?”.
“Ci chiediamo – continua Deon – perché vengono mantenuti adempimenti di cui le aziende non riconoscono i vantaggi. La burocrazia, nonostante gli appelli alla politica e le buone intenzioni, purtroppo invece continua a chiudere la morsa attorno alle imprese, inesorabilmente”.
Da ciò la decisione di Confartigianato di mettere a disposizione degli imprenditori un modo per segnalare casi ed esperienze vissute nell’ambito della “mala burocrazia” . Sul proprio portale (www.confartigianato.it oppure su www.confartigianatobelluno.eu) ha attivato l’osservatorio “Follia burocratica? Raccontaci la tua”: uno spazio nel quale gli imprenditori possono raccontare le loro esperienze, denunciare le loro storie di ordinaria follia burocratica.
La consultazione resterà attiva fino al 31 gennaio 2014 e le segnalazioni degli imprenditori verranno raccolte in un rapporto finale di proposte che sarà presentato al Governo e al Parlamento.
