Illustri commentatori della stampa nazionale rivelano che il premier Letta ha tirato un sospiro di sollievo nell’apprendere che il Movimento 5 Stelle si è fermato al 15% benché alle politiche avesse raggiunto il 25%. Gl’italiani, dunque, hanno già digerito il governissimo.
Ma un sospiro di sollievo, sia pur segretissimo ed in privato, io credo l’abbia tirato anche Grillo. Perché un conto è alimentare il sogno del 50% di consensi ed infiammare le piazze come solo lui sa fare. Un altro è la responsabilità di governo per la quale, evidentemente, né lo stato maggiore né i quadri non sono ancora pronti.
E allora la via d’uscita è l’opposizione. Una sacrosanta opposizione, intendiamoci, volta a sanare i guasti di una politica incacrenita, sprecona e truffaldina, fatta di personaggi ambigui che si appropriano tranquillamente di migliaia di euro dei partiti, senza fare un giorno di galera.
Ma non è facile convincere gli elettori che il primo partito d’Italia, ovvero il Movimento 5 Stelle, con il suo 25% di consensi perseguirà il suo progetto rimanendo all’opposizione, senza scendere a comporomessi con nessuno, lasciando fare agli altri.
Una strategia che avrebbe certamente funzionato se 5 Stelle si fosse attestato su 10% al massimo 15%. Ma che diventa problematica se, come è capitato, il partito schizza al 25% e dunque le aspettative dell’elettorato nei suoi confronti aumentano.
Ebbene, il sospiro di sollievo di Grillo sta appunto nelle percentuali.
Ora, con il 15% raccolto alle amministrative, Grillo potrà agevolmente proseguire la sua politica di opposizione senza dover rendere conto a tutti anche dello scontrino del cappuccino. Con grandi sospiri di sollievo da destra, da sinistra e dal centro.
Roberto De Nart
