Fonti autorevoli affermano che negli ultimi anni il Veneto ha trattenuto il 66% delle imposte. E dai vari centrodestra arriva la proposta di aumentare questa “trattenuta” fino al 70% ed oltre, le solite questioni di federalismo federale in chiave federalista.
Ci pare che qualcuno, forse emotivamente travolto dalla foga della campagna elettorale, non abbia ben valutato i semplici numeri. Il problema non sta nella proposta dell’aumento ma nel punto di partenza, l’enormita’ di quel 66% gia’ acquisito in entrambi i sensi e da parecchio tempo. Da cui la domanda obbligatoria, data la gravita’ della situazione e’ difficile non chiedersi con quali metodi geniali il mix di destre pre/montiane che ha gestito questa regione per anni sia riuscito a gettare via (pacato eufemismo) queste montagne di soldi.
Un link immediato lo troviamo sulla stampa di qualche giorno fa, la mappatura delle societa’ regionali. Ottimo esempio. Una foto “lunare” ad alta definizione, un affollamento di buchi voragini e crateri che fornisce un primo valido elemento di giudizio per capire il disastro generale in corso con annesse ipotesi di chiusure di ospedali e piacevolezze varie. Va pero’ aggiunta anche un’altra considerazione. Ci sono importanti capitoli di spesa che non incidono direttamente sui bilanci regionali, basti pensare a spese militari od altro ancora.
Diventa quindi sempre piu’ pesante un’evidenza che unita ad una comprensibile curiosita’ sui metodi ci riporta alla domanda iniziale, sarebbe utile saper come cavolo (educato eufemismo) ci sono riusciti. Anche un utilizzo massiccio del noto “Protocollo GSP” (grande spreco pubblico) sembrerebbe insufficiente a giustificare certi tragici numeri. Ma piu’ importante di una risposta che gia’ intuiamo c’e’ altro, un doveroso appello a chi di dovere affinche’ quel 66% non venga assolutamente aumentato. Dati i riscontri aritmetici e’ molto meglio che eventuali soldi in piu’ se li tengano a Roma. Magari ci potrebbe essere la possibilita’ di usarli, chissa’, ricerca, istruzione…
Pensiamoci, se si confermano e gli danno anche l’aumento e’ la fine.
Barbieri Moreno
Fiabane Max
Sommavilla Luca
