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giovedì, Gennaio 28, 2021
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Sono contento…o mi sbaglio? * di Sante Rossetto

Sante Rossetto
Sante Rossetto

Sono contento. Anzi, sono contenti tutti gli italiani. Sono (siamo) contento che l’Italia sia stata salvata dal baratro e dal disastro. Lo ha detto Monti. E io (noi) non lo sapevamo di essere contenti.

Sono (siamo) contento di aver pagato l’Imu. Sono contento che undici milioni di italiani siano sulla soglia della povertà. Sono contento che il debito pubblico continui a salire e abbia superato i duemila miliardi. Sono contento che l’Iva sia cresciuta e preveda di aumentare ancora. Sono contento che a sopportare i sacrifici siano le fasce (una volta quando c’era il comunismo si diceva “classi”), sono contento che i politici non siano riusciti a varare una legge elettorale, sono contento che non cambino le facce degli inossidabili incollati alla poltrona da quasi mezzo secolo, sono contento che Monti dica di essere a disposizione per continuare a salvare l’Italia che se non ci fosse lui…sono contento che le banche abbiano avuto i contributi della Bce per comperare i Bot e i Cct, ma non per darli a chi ne ha bisogno.

E sono contento che, nonostante tutto, alle prossime elezioni avremo il parlamento di prima, i problemi di prima, i sacrifici più di prima. E chi s’è visto si continuerà a vedere. Perché, siamo onesti, un po’ di responsabilità di una politica ingessata è anche di chi va a votare.

E allora siamo contenti tutti. Contenti di lamentarci prima del voto, di lamentarci dopo il voto. Rassegnati a un futuro che più nero non si può. Rassegnati a sentire le solite frasi in tv che interessano ai soliti pochi interessati e gli altri non ci credono per niente. Rassegnati che i privilegiati manterranno i loro privilegi, che le regioni a statuto speciale continueranno a navigare nell’oro e, magari, anche a fare debiti.

Quando la società era un po’ più religiosa di oggi ci si affidava alla Provvidenza, o almeno si faceva finta. Ma adesso che siamo tutti laici chi invochiamo?

Vuoi vedere che mi sono sbagliato? Non ho nessun motivo per essere contento. E con me tanti altri. E allora perché ci vengono a dire con tanta tracotanza, vestita da finta umiltà, che siamo stati salvati dal disastro? Oltre a tirare la cinghia vengono a prenderci anche in giro? Nemmeno un po’ di rispetto. Eppure lo avrebbero meritato almeno i più poveri. Che vada a cantare, Monti, i suoi peana alle madri che non sanno come sfamare i figli, a quelli che sono senza lavoro e sanno che non lo troveranno, a quei giovani che non possono farsi una famiglia perché vivono con contratti settimanali. Eccetera, eccetera…

Adesso basta. Mi sono accorto che non sono più contento.

Sante Rossetto

 

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