13.9 C
Belluno
giovedì, Gennaio 28, 2021
Home Cronaca/Politica Nis: i dati incontrovertibili dell'assessore Santesso

Nis: i dati incontrovertibili dell’assessore Santesso

Aumentare le tasse ai cittadini (Imu, spazzatura, rette casa riposo, ecc.) per reperire i soldi per tenere in piedi una società in perdita (qualora la legge lo permetta), o cedere a privati la gestione dei rami secchi?  E’ pressappoco la grana che si è trovata a gestire la giunta Massaro al suo insediamento. Tenendo presente, anche, che colui che amministra il bene pubblico ha l’obbligo di privilegiare l’interesse comune.

erasmo santessoEbbene, l’assessore Erasmo Santesso oggi, conti alla mano, spiega le condizioni in cui versava la Nis (Nuovi impianti sportivi) la società partecipata del Comune di Belluno che gestiva gli impianti del Nevegàl e le motivazioni che hanno portato alla sua dismissione.
“Credo di fare cosa utile fornendo ai cittadini qualche informazione sulla vicenda Nis” dichiara Santesso illustrando per punti l’intera vicenda.

1. La NIS è una società strutturalmente in perdita.
Negli ultimi 5 esercizi ha riportato i seguenti risultati:
30/09/2008 perdita di 985.000
30/09/2009 perdita di 926.179
31/05/2010 utile di 24.563 per effetto di un contributo straordinario
31/05/2011 perdita di 571.000
31/05/2012 perdita di 806.000.
Gli anni precedenti sono contrassegnati da esiti analoghi. Anche se fino al giugno 2010 i risultati dipendono congiuntamente dalla gestione della piscina e degli impianti sciistici, le perdite riflettono principalmente le difficoltà che caratterizzano la gestione degli impianti sciistici. Ciò significa che la società ha bisogno di continui trasferimenti di risorse da parte del Comune. Negli ultimi dodici anni i trasferimenti di risorse da parte del Comune, a vario titolo, ammontano a circa 7.800.000 euro.

2. La NIS presentava anche una situazione di squilibrio finanziario. Lo dimostra l’entità dei debiti (circa 2.500.000 euro) e la difficoltà di pagare regolarmente gli stipendi. Per pagare i debiti la società disponeva solo degli impianti. Il valore degli impianti dipende dalla redditività attesa. Poiché i risultati pregressi sono stabilmente negativi e non sono disponibili credibili progetti di rapido miglioramento attuabili dalla NIS stessa, il valore degli impianti in ipotesi di continuità è molto esiguo. Una perizia redatta nel marzo del 2012 ai fini di fornire un valore base per la vendita, determina il valore della società in euro 2.700.000. Il metodo adottato per la valutazione non è però adatto ad esprimere il valore di un’impresa, soprattutto quando le ipotesi di redditività futura sono completamente assenti. Pertanto la NIS non aveva le risorse per pagare i debiti.

3. La legge vieta di finanziare società strutturalmente in perdita. L’art. 6 comma 19 del D.L. 78/2010 stabilisce che le amministrazioni pubbliche non possono, salvo quanto previsto dall’art. 2447 codice civile, effettuare aumenti di capitale a favore delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio, ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite infra-annuali. La Corte dei Conti, interrogata sulla norma in esame, è giunta alla conclusione che le norme impongono l’abbandono della logica del salvataggio a tutti i costi di strutture ed organismi partecipati che versano in condizioni di irrimediabile dissesto. Così come è da escludere l’ammissibilità di interventi tampone con dispendio di disponibilità finanziarie a fondo perduto, erogate senza l’inserimento di un programma industriale o in una prospettiva che realizzi l’economicità e l’efficienza della gestione nel medio lungo periodo. Per la Corte, i trasferimenti potranno essere autorizzati solo al cospetto di gravi pericoli per l’ordine, la sicurezza pubblica e la sanità e al fine di salvaguardare la continuità nelle prestazioni di servizi di pubblico interesse. E’ da evidenziare inoltre che la situazione di deficitarietà e l’obbligo di dismissione della NIS è stato rilevato dalla Corte dei conti nelle recenti pronunce sul rendiconto 2009 e sul bilancio 2011 (n. 395 del 26/10/2011 e n. 91 del 15/12/2011), nonché dall’Ispettore del Ministero dell’Economia e finanze nella relazione inviata alla Procura della Corte dei conti di Venezia – Sezione giurisdizionale.

4. La società è stata messa in liquidazione per porre fine alla eccessiva spesa. Le norme vigenti (divieto di finanziare imprese in perdita strutturale), le indicazioni della Corte dei conti (intimazione di responsabilità personale se gli organi di governo dell’ente locale continuano a coprire perdite di imprese strutturalmente insufficienti) e la consapevolezza che una radicale inversione dell’andamento gestionale non era facilmente prevedibile hanno causato la messa in liquidazione della società. E in ogni caso, già a monte, la deliberazione consiliare dell’amministrazione Prade che decretava la messa in vendita della società, ne aveva decretato la messa in liquidazione, in caso di mancata vendita.

5. Non si è fatto un concordato preventivo vendendo gli impianti e offrendo tale ammontare ai creditori perché gli impianti avrebbero dovuto essere ceduti realizzando somme estremamente contenute e non si sarebbe potuto trovare un accordo con i creditori. Anche avvalendosi della possibilità di presentare una domanda di concordato in attesa di successivo piano, la NIS non era in grado di produrre un progetto che ne rovesciasse positivamente le sorti. Il progetto “Abitare il Nevegal” non presentava, nel momento in cui l’amministratore ha redatto il bilancio 2012, requisiti di fattibilità che consentissero di continuare la gestione ordinaria. Distinguere quando un progetto è concretamente realizzabile o quando costituisce una semplice “visione” non è sempre facile. Ma è tipico del vecchio modo di fare politica presentare le proprie iniziative in modo seducente al fine di far credere” agli elettori che i risultati saranno clamorosi. Questa amministrazione si è data l’obiettivo di “non colorare” la realtà ma di presentarla nel modo più realistico e trasparente per non creare illusioni e spiacevoli sorprese.

6. L’alternativa era di trovare qualcuno che acquisisse gli impianti, ma che sapesse far meglio di come aveva fatto il Comune fino a quel momento, e garantisse pertanto la continuità della attività invernale. Si è trovato ascolto da parte di un gruppo di imprenditori, animati da grande passione per l’ambiente bellunese e per il colle del Nevegal. A questi non si è potuto chiedere un corrispettivo significativo per la cessione degli impianti. In primo luogo perché gli impianti valevano molto poco e in secondo luogo perché gli imprenditori non erano disponibili all’acquisto ma solo ad un affitto a tempo limitato, per conoscere meglio la situazione aziendale e valutare l’opportunità di investire e comunque la possibilità di non perdere.

7. La somma disponibile per i creditori della NIS è dunque il canone di affitto di 50.000 euro con il quale non si giudica possibile proporre un ragionevole concordato. La dichiarazione di fallimento risulta così essere la modalità con cui trovare una dolorosa ma inevitabile soluzione che consenta di uscire dalla crisi nei limiti delle modeste risorse disponibili e augurandosi che la gestione futura possa valorizzare il compendio investito e tutta l’area del colle.

8. Sono stati raggiunti due importanti risultati: la riduzione della spesa del Comune e il coinvolgimento economico e manageriale di imprenditori nella gestione del Nevegal. In altri termini: mantenimento dei servizi senza oneri per la pubblica amministrazione e per i cittadini. Non si è riusciti a garantire interamente il pagamento dei creditori diversi dai dipendenti. Ma l’impossibilità di onorare tutti i debiti non è causata dal fallimento della NIS. E’ invece l’impossibilità di pagare quanto dovuto, troppo a lungo sottovalutata, che ha condotto al fallimento.

Share
- Advertisment -

Popolari

Elettrodotto. Padrin: «Bene per le soluzioni a Ponte, Soverzene e Andreane. L’obiettivo ora è risolvere tutte le criticità e non spostarle da una parte...

Si è tenuta questa mattina, in videoconferenza, la riunione del tavolo tecnico regionale con Terna spa convocata dall'assessore regionale all'energia Roberto Marcato, riguardante il...

Terna annuncia l’attraversamento interrato del Piave. Massaro: «Vinta una battaglia lunga nove anni. Non abbassiamo la guardia»

Terna annuncia l'attraversamento interrato del Piave dell'elettrodotto Polpet-Scorzé nel territorio del Comune di Belluno: la notizia è arrivata nel corso del tavolo tecnico promosso...

Il Museo dell’Auto Nicolis di Verona nel documentario sulla vita di Giacomo Puccini in onda nei Paesi Bassi

Villafranca di Verona, 27 Gennaio 2021 – Il Museo Nicolis è protagonista nel documentario “Chazia & Puccini” in onda in questi giorni nei Paesi...

Giorno della Memoria. De Carlo: “Fratelli d’Italia contro antisemitismo e ogni negazionismo”

“Fratelli d'Italia è contro l'antisemitismo e contro ogni negazionismo. Questa giornata deve farci ricordare tutte le vittime della Shoah e rendere il giusto onore...
Share