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Impianti fotovoltaici a terra: la Regione stabilisce i divieti. Giorgetti: “Un quadro certo agli operatori e maggior tutela all’ambiente”

Siti inseriti nella lista mondiale dell’UNESCO; zone di particolare interesse paesaggistico, ai sensi della Convenzione Europea del Paesaggio; zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar; Rete Natura 2000; superfici inserite nell’elenco delle aree naturali protette; geositi; aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità; aree a elevata utilizzazione agricola: sono questi siti nei quali non sarà possibile installare impianti solari fotovoltaici “a terra”. Lo ha stabilito la Giunta veneta con una deliberazione approvata nella sua ultima seduta e presentata dall’assessore ai lavori pubblici e all’energia, Massimo Giorgetti, di concerto con i colleghi Zorzato, Manzato e Conte, dando così seguito all’iter avviato lo scorso marzo con l’approvazione di un primo provvedimento poi sottoposto alla valutazione della Terza Commissione del Consiglio regionale. Ora, secondo quanto proposto dalla stessa Commissione e alla luce degli ulteriori approfondimenti svolti da marzo ad oggi dalle strutture regionali competenti, è stato deciso di riformulare il provvedimento originale trasformandolo in proposta di deliberazione amministrativa che l’assemblea di palazzo Ferro Fini sarà chiamata a varare definitivamente.

“Abbiamo operato le nostre scelte – spiega Giorgetti – nel rispetto delle linee guida emanate nel 2010 per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, le quali dispongono che le Regioni possono procedere all’individuazione delle aree non idonee a questo tipo di insediamenti in ragione della loro particolare sensibilità e vulnerabilità alle trasformazioni territoriali e paesaggistiche. La finalità è duplice: non rallentare la realizzazione degli impianti, offrendo agli operatori un quadro certo e chiaro di riferimento e orientamento per la loro localizzazione e nel contempo garantire la tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale delle aree di pregio presenti nel nostro territorio, conciliando le politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili attraverso atti di programmazione rispondenti alla quota di burden sharing che è stata assegnata al Veneto”. Il burden sharing – target vincolante sul consumo di energia attribuito alle regioni – è una ripartizione che stabilisce in quale misura ognuna di esse deve concorrere all’obiettivo nazionale in materia di fonti energetiche pulite previsto dalla Direttiva europea 20 20 20: per il Veneto è necessario garantire che il 10,3 per cento dell’energia termica ed elettrica complessivamente consumata provenga da fonti rinnovabili.

 

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