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Riduzione delle province. Secondo il Movimento Lid L’intesa dolomitica, “La salvezza di Belluno è contenuta nell’art. 15 dello Statuto della Regione Veneto”

Il movimento autonomista L’Intesa Dolomitica aderisce all’iniziativa promossa dal movimento BARD (Belluno autonoma Regione Dolomiti) finalizzata a sensibilizzare le istituzioni sulla necessità del mantenimento della Provincia di Belluno come ente amministrativo con le attuali dimensioni territoriali.

“Esprimiamo inoltre grande preoccupazione – afferma in una nota il Coordinamento provinciale del Lid –  per la decisione del Consiglio delle Autonomie locali (Cal) di formulare alla Regione una proposta di riordino delle province che punta a mantenere intatte le 6 province venete più Venezia come città metropolitana. Una proposta in netto contrasto con il dettato dell’art. 17 del D.L. n. 95/2012 facente parte del più famoso pacchetto normativo definito “spending review”.

Il principio ispiratore del provvedimento, il contenimento della spesa pubblica, parte dal presupposto che le province vanno ridotte di numero e per fare questo fissa dei parametri molto chiari: le province per essere mantenute come enti territoriali devono avere almeno 350.000 abitanti e almeno 2.500 chilometri quadrati di superficie.

La Provincia di Belluno, salva per parametro della superficie, non rispetta invece quello della popolazione e quindi l’unica soluzione per evitarne l’accorpamento con Treviso è quella di prevedere per essa un’eccezione che come tale non può essere estesa a tutte le province venete come ha fatto invece la Cal.

L’eccezione per Belluno di fatto già c’è ed è contenuta nell’art. 15 dello Statuto della Regione Veneto che invitiamo tutti ad andare a leggere in quanto rappresenta il vero fondamento giuridico dell’attendibilità delle richieste di sopravvivenza della Provincia di Belluno.

In particolare il comma 5 dell’art. 15 recita: “La Regione, ferma la salvaguardia delle esigenze di carattere unitario, conferisce con legge alla Provincia di Belluno, in considerazione della specificità del suo territorio transfrontaliero e interamente montano nonché abitato da significative minoranze linguistiche, forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria in particolare in materia di politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio, risorse idriche ed energetiche, viabilità e trasporti, sostegno e promozione delle attività economiche, agricoltura e turismo”.

E’ sulla base di questo dettato, più che su astratte considerazioni ideologiche, che i nostri parlamentari e i nostri consiglieri regionali devono battersi con la massima unità e determinazione per garantire il mantenimento della Provincia di Belluno che per conformazione e collocazione geografica, caratteristiche di popolazione ed estensione deve essere amministrato tenendo conto della sua specificità. Una specificità che può essere gestita esclusivamente da un ente a carattere sovra comunale operante sul territorio che non può essere altro che l’ente provinciale di primo grado con le attuali dimensioni territoriali.

La specificità di Belluno è stata inoltre sancita anche dal Protocollo d’Intesa proposto dalla Giunta provinciale De Bona e siglato a Sondrio nel 2001 con le altre province di Sondrio e Verbania – Cusio – Ossola nel quale si è ratificata la specificità di questi territori caratterizzati dalla comune collocazione sull’arco alpino e con territorio interamente montano, al confine con Provincie e Regioni a Statuto Speciale e/o con altri Stati federali ed inoltre penalizzate dal prelievo pressochè totale delle proprie risorse idroelettriche a favore di altri territori extra provinciali.

L’Intesa Dolomitica – conclude la nota –  chiede pertanto che il Consiglio Regionale Veneto modifichi la proposta della Cal e che trasmetta a Roma una proposta di riordino delle province venete coerente con i parametri previsti dal decreto sulla “spending review” e che contemporaneamente applichi il dettato del suo Statuto li dove prevede espressamente condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria per la Provincia di Belluno che dovrà quindi rimanere un ente di primo grado con le attuali dimensioni geografiche”.

 

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