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Monti – Sella: vite parallele * di Sante Rossetto

Sante Rossetto

Ricordate Quintino Sella, quello che per pareggiare il bilancio aveva imposto la tassa sul macinato? La quale fu una delle cause che incrementò l’emigrazione italiana e veneta. I contadini, che già erano poveri, con questa tassa videro ingigantire la loro miseria. Quintino Sella salvò l’Italia (o almeno così si legge nei testi di storia), ma sulla pelle dei miserabili che mangiavano solo polenta e che si vedevano anche tassata la loro fame.

Monti ha fatto più o meno la medesima cosa con l’Imu, cui vanno aggiunte le altre imposte che stanno aggravando la situazione, con una serie di suicidi, dei ceti più bassi. Quelli che quando c’è da pagare sono sempre tartassati. Qualcuno si chiederà perché mentre diminuisce la vendita delle auto cresce quella delle Ferrari e marche simili. Anche stavolta bisogna rifarsi alla storia. È un fenomeno matematico come ce lo ha spiegato nel Settecento un grande veneziano, Giammaria Ortes, autore di un testo basilare (e altrettanto difficile nel linguaggio) intitolato “Dell’economia nazionale”. Ortes spiegava scientificamente che le risorse dell’economia sono sempre le stesse. Quello che cambia è la loro distribuzione e, quindi, se uno diventa più povero quello che lui perde va ad arricchire un’altra persona. In sintesi se i ceti poveri perdono ricchezza quella ricchezza non va persa, ma va ad aggiungersi a chi è ricco. I veneti sintetizzavano questa legge economica con il detto che “i schei fa schei”. Infatti chi non li ha resta e diventa sempre più povero e chi li ha diventa sempre più ricco.

Qualche giorno ho sentito il signor D’Alema affermare, in una delle tante trasmissioni di chiacchiere che ci ammanniscono le varie televisioni, che: “Monti lo abbiamo voluto noi”. E aveva ribadito le sue parole con un tono di chi ha salvato la patria. Peccato che si sia dimenticato di continuare (né la conduttrice credo si sia peritata di sottolinearlo) e dire che Monti è lì soltanto perché la politica, e chi fa politica, aveva fallito. La destra e la sinistra. Non vedo, allora, cosa ci sia da strombazzare tanto se in tanti anni la politica ci ha portato a questa situazione.

Non riesco nemmeno a capire quelli che si meravigliano del successo dei 5 Stelle. Non hanno un progetto politico? Perché i professionisti della politica ne hanno uno? Se è quello che ha dato i risultati che abbiamo visto meglio non averne alcuno.

Monti ha fatto sapere di essere ancora disponibile dopo le elezioni del prossimo anno. Che sarebbe a dire un altro fallimento dei politici. Colpa, però, anche di chi li elegge. Se dopo tanto tempo hanno dato vita a questa situazione…. Di banchieri al governo ci è bastato Sella e pregheremmo la Provvidenza di non darcene altri. Perché? Perché il denaro (il vangelo parlerebbe di mammona e Machiavelli di patrimonio ) non conosce sentimenti. Pensa solo a se stesso. E questo non è fare politica. Non avremo altro risultato che un aumento della miseria (molta) e un aumento della ricchezza (poca). Cioè il contrario della buona e onesta (ma esiste ancora?) politica. Meditate, meditate.

Per finire una osservazione sugli stipendi dei politici e dei consiglieri regionali. Che i politici guadagnino molto si è detto e continua a dire. Ma vogliamo mettere il naso anche nelle buste paga di dirigenti e simili? A cominciare dagli addetti stampa dei vari presidenti? Ne scopriremmo delle belle. Il fatto è che è tutto il sistema che ormai non funziona più. Più che un provvedimento anticorruzione ci vorrebbe una palingenesi. Prima di tutto morale. Ma è una utopia.

Sante Rossetto *

* giornalista e scrittore

 

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