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Consorzio Bim Piave. Il presidente Giovanni Piccoli: “nessuna velleità di sostituirsi alla Provincia”

Giovanni Piccoli presidente Consorzio Bim Piave

«Il Consorzio Bim Piave non ha nessuna velleità di sostituirsi alla provincia. Ma è necessario avere subito un progetto qualora la provincia diventi un ente di II° grado. Ed anche se passa l’opzione B con Belluno annessa a Treviso». Lo ha chiarito il presidente del Consorzio Bim Piave Giovanni Piccoli, rispondendo così alle ipotesi ventilate di un “Super Bim”, pronto ad acquisire le competenze sul territorio che di un “dopo provincia” di Belluno, che avevamo pubblicato nei giorni scorsi. Piccoli ha colto l’occasione per illustrare le origini e le attività attuali della struttura.

«Il Consorzio Bim Piave nasce nel 1955 per effetto della legge n.959/53 come consorzio obbligatorio di 67 Comuni, per gestire i sovracanoni idroelettrici, ossia il corrispettivo versato dai produttori di energia elettrica a fronte dello sfruttamento delle risorse idriche montane. Ogni concessionario idroelettrico, infatti, versa al territorio un canone: alla Provincia vanno 27,72 euro per Kilowatt prodotto (canone demaniale) ai consorzi Bim 22,13 – 29,40 euro a Kw (sovracanone), un altro 5,53 – 7,35 euro a Kw va ai Comuni e alla Provincia (canone rivierasco) e per ultima l’Ici/Imu sulle centrali di 3 – 5 euro a Kw ai Comuni. Stiamo parlando di un totale di 22 milioni di euro di cui oltre 7 milioni l’anno al Consorzio Bim Piave che viene destinato ai Comuni attraverso vari fondi. Va detto che dal 2003 vi sono tre strutture distinte, con il marchio Bim: il Consorzio Bim Piave, ente pubblico, composto dai 67 Comuni consorziati, Bim Gsp spa di proprietà dei 67 Comuni, che gestisce il servizio idrico e la distribuzione del metano, e Bim Infrastrutture spa anch’essa di proprietà dei 67 Comuni, realizza reti interrate ed infrastrutture».

Corposo e variegato, con punte di eccellenza, l’attività del Consorzio Bim Piave, illustrate dal presidente Piccoli. Si va dal “Fondo lavori dei Comuni – Cofinanziamenti” pari a 8 milioni e 40mila euro con plafond di 120mila euro a Comune nel triennio 2010-2013 così ripartiti: 40% nel settore sociale ed edilizia pubblica, 27% nel turismo, 26% mobilità e viabilità, 7% risparmio energetico.

«A decidere la ripartizione e gli assegnatari dei finanziamenti – precisa Piccoli – è l’assemblea dei 67 sindaci, sulla base dei regolamenti».

C’è il fondo per interventi di risparmio/efficienza/produzione energetica da fondi rinnovabili (3.350.000 euro totali, plafond 50mila a Comune); fondo per il lavoro a sostegno delle attività di Comuni e Comunità montane (1.300.000 euro, plafond 10mila euro a Comune); fondo annuale per le Scuole materne paritarie (158mila euro per il 2012); fondo pluriennale 2011-2015 per acquisto e manutenzione straordinaria di autoveicoli e mazzi d’opera comunali (1.005.000 euro con plafond di 15mila euro a Comune); contributi per acquisto mezzi di trasporto ad associazioni di volontariato (397mila euro). E ancora contributi per le associazioni (350mila euro), per il turismo (300mila), borse di studio (85mila euro), per le famiglie per il trasporto studenti (220mila euro); fondi per le energie rinnovabili, per la progettualità di iniziative comunitarie, per lo sport e manifestazioni, per l’informatizzazione scolastica, per le Comunità montane, a favore dell’estendimento della rete metanifera, per le reti a gpl e per le utenze del servizio idrico integrato.

Il Consorzio Bim Piave, dunque, è uno strumento per i Comuni, in grado anche di intercettare Fondi regionali Interreg IV dove un singolo comune non arriverebbe.

C’è infine tutta la parte riguardante le risposte in termini di servizi offerti al territorio. Con il collegamento al sistema pubblico di connettività per 80 enti della Provincia e il sistema informativo territoriale intercomunale http://ilnostrocomune.consorziobimpiave.bl.it

accessibile a enti, piccola e media impresa e cittadini. I piani assetto del territorio (Pat)le varie cartografie e i piani di protezione civile, tutto digitalizzato e raggiungibile on line. Il rilievo ed informatizzazione dei punti luce dei Comuni, la “Planet shool” ossia la carta magnetica con la quale si timbra la presenza di oltre 4mila ragazzini nelle scuole nido, elementari e medie della provincia con gestione dei pasti, fino al dettaglio menù. Lo stesso avviene per la mappatura dei cimiteri, una vera e propria anagrafe provinciale delle sepolture con la mappa degli spazi liberi per gli operatori di settore. (bellunopress)

 

 

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