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giovedì, Ottobre 29, 2020
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Salvezza della provincia? Camillo De Pellegrin: “Non ci credo, ma sono pronto a cospargermi il capo di cenere”

“Il risultato della riunione di stamattina, a cui ritengo tuttora di aver fatto bene a non partecipare, non sposta di una virgola il mio pensiero”. Lo afferma il sindaco di Forno di Zoldo Camillo De Pellegrin che per primo ha preso le distanze dall’iniziativa dei tre consiglieri regionali.

“Se vogliamo che si continui così, se vogliamo che il grillismo sfondi il tetto del 50% non dobbiamo fare altro che perseguire nel dar seguito a pantomime autocelebrative come quella di stamani.

Oggi ai sindaci non è stato chiesto cosa vogliano veramente per il bene della provincia, ma è stato chiesto di fingere l’unitarietà. Lettere, telefonate, sms si sono rincorsi in questi giorni per preparare al meglio la macchina della propaganda di chi vuol trarre beneficio elettorale e politico da giornate come questa.

Se tra qualche settimana, a seguito di quanto sancito oggi, vedrò la salvezza della provincia, sarò il primo a ricredermi e, cospargendomi il capo di cenere, a fare mea culpa per quest’atto di poca fedeltà.

Ma se, come credo, la provincia non si salverà e al territorio verrà dato solo qualche contentino, magari ai soliti noti, allora non si potrà non dire che i cittadini sono stati per l’ennesima volta traditi.

Come ho già evidenziato in più occasioni l’obbiettivo mascherato è un altro: una volta sparita per legge la provincia, chiedere che nelle competenze entri il Bim consorzio con le sue società satellite per rafforzare ancor di più questo giocattolo oggi in mano non ai sindaci ma a pochi sindaci nemmeno molto rappresentativi per numero di abitanti.

Sempre le stesse persone che, giocando con meravigliose scatole cinesi, mortificano il territorio alla faccia dei bellunesi; credo sia sufficiente vedere in quanti organi e società sono presenti le stesse quattro cinque persone. Se vogliamo che Belluno torni a pesare ci vuole una svolta e che si torni a una politica con la P maiuscola, quella fatta di progetti e persone veramente rappresentative. Basta con un sistema che aldilà di trionfali dichiarazioni di facciata ha fallito miseramente… o si è già dimenticato cosa è successo con l’acqua e GSP? Ci lamentiamo dei parlamentari – conclude De Pellegrin –  che sono nominati e non eletti, ma poi accettiamo governance con ancor minor rappresentanza istituzionale”.

 

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