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sabato, Ottobre 24, 2020
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Lotta alla cementificazione. Franceschi: “A Cortina costa 400mila euro l’anno di avvocati, ma la linea dura con gli speculatori paga”

Anche il sindaco di Cortina d’Ampezzo Andrea Franceschi interviene nel dibattito sulla difesa del territorio dalla cementificazione e porta l’esempio della sua città. “Ogni anno” racconta “il Comune di Cortina d’Ampezzo destina più di 400mila Euro per difendersi dai ricorsi di chi vorrebbe costruire nuove case o ampliare gli edifici esistenti”. Ma il comune di Cortina ha respinto i diversi piani casa “mettendo dei paletti molto limitanti” per tutelare esclusivamente i veri residenti. Il risultato è aver “preservato il proprio territorio dalla speculazione edilizia. La linea dura paga e stiamo avendo ragione su tanti ricorsi di diverse società immobiliari sia al Tar che al Consiglio di Stato. Il primo cittadino della Regina delle Dolomiti si schiera quindi con la svolta anti- cemento del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e non si accoda a chi lo accusa prima di aver sostenuto il piano casa e, poi, di aver cambiato idea. “Il piano casa” dice Franceschi “non è cattivo in sé, ma deve essere lasciata ai singoli Comuni la possibilità di accettarlo o meno perché nessuno conosce meglio degli amministratori locali le esigenze del loro singolo territorio. Cortina e una grande città” prosegue il sindaco “hanno esigenze diverse perché sono realtà diverse: non può esserci una norma urbanistica identica per entrambe”. Da cambiare del tutto, invece, è la norma che permette di ampliare del 50 per cento la propria abitazione a chi autocertifica un trasferimento di residenza nei prossimi 24 mesi. “C’è il rischio” denuncia Franceschi “che la residenza sia fittizia – e quindi si finisca per favorire l’evasione fiscale incentivando i secondocasisti a frodare l’Imu – oppure che non venga realmente effettuato il cambio nonostante lo spropositato aumento volumetrico effettuato. Queste” conclude Franceschi, “sono frodi e speculazioni belle e buone e i Comuni – Cortina in primis – sono in prima linea per impedire la cementificazione dei propri territori. La possibilità di ampliare va lasciata solo a chi è già residente, e subordinata ai vincoli di tutela e salvaguardia delle singole realtà territoriali.”

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