Franz Senfter, la storia di un imprenditore di successo, fra azienda e turismo. Giovedì prossimo, 23 agosto 2012, alle ore 17,30 al Grand Hotel Savoia di Cortina, sarà lui il protagonista di un’intervista in pubblico, nell’ambito del ciclo “Cultura Estate 2012” a cura di Rosanna Raffaelli Ghedina. Ad intervistarlo il giornalista Stefano Vietina, che scrive per MF-MilanoFinanza e per il Corriere delle Alpi.

Un’occasione per conoscere un imprenditore di successo, ma che raramente si concede al pubblico, per una naturale riservatezza. Ed anche un’opportunità per ragionare di montagna ed economia, al di là delle tradizionali divisioni che hanno segnato la storia di valli vicine ed al tempo stesso lontane, per tradizioni, lingua e cultura, ma che oggi riscoprono l’importanza di fare squadra (e di allargare la squadra) per far fronte alle nuove esigenze della globalizzazione, anche in ambito turistico.
Partito da San Candido, dove ha sviluppato l’azienda di famiglia che risale al 1857 ed è attiva nella produzione di salumi altoatesini, in particolare lo speck, Senfter oggi guida anche i Grandi Salumifici Italiani. Si tratta di una società che ha sede a Modena, è nata nel 2001 da una joint-venture operativa con il leader della salumeria emiliana Unibon, ed ha chiuso il 2011 con ricavi che sfiorano quota 605 milioni di euro, con 108 mila tonnellate di prodotti venduti ed un utile netto superiore a 11 milioni di euro. Ma le attività del gruppo di Franz Senfter spaziano dal turismo alla finanza, dai trasporti ai media, alle energie alternative. Presiede inoltre la Sextner Dolomiten AG/Dolomiti di Sesto Spa (che riunisce gli impianti di Sesto e San Candido, cioè del Monte Elmo, Croda Rossa e Baranci, e gestisce quelli di Padola in Comelico Superiore) e la finanziaria bolzanina “Euregio Finance”, il salotto buono dell’Alto Adige.
Ma è a San Candido, in Alta Pusteria, che Senfter mantiene il suo quartier generale, il centro nevralgico della sua holding di famiglia; ed è alle montagne che rimane legato da una grande passione, che si è concretizzata in particolare nel campo dello sci e degli impianti di risalita.
Ma cosa serve oggi alla montagna per evitare lo spopolamento e rilanciarne l’economia? Quali sono le possibilità di sviluppo di una collaborazione fra l’Alta Pusteria e le Dolomiti bellunesi? Quale la funzione del fondo Brancher? Quali le attività economiche innovative da intraprendere? Questi alcuni dei temi che verranno affrontati giovedì prossimo a Cortina.
