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domenica, Ottobre 25, 2020
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Dovevano essere abolite, ma rinasceranno: la trasformazione delle comunità montane in unioni montane.

“Dobbiamo fare in fretta, non certo per salvare le Comunità montane che il governo ha deciso di cancellare entro fine anno, ma per dare continuità al lavoro svolto fino ad oggi da questi organismi e trasformarli in Unioni montane dei comuni mantenendo vivi quei servizi indispensabili offerti alla popolazione e alle aziende locali in territori resi ancora più fragili dalla crisi. Ora la legge è pronta per l’aula: ce ne occuperemo subito dopo le ferie in settembre”. Lo afferma il presidente della prima commissione Costantino Toniolo (PdL), che in mattinata prima si è recato a palazzo Balbi presso la Conferenza regionale delle autonomie locali dove ha ottenuto un parere favorevole al progetto di legge 289 (“Norme in materia di unioni montane”). Successivamente ha presieduto la seduta della commissione attività istituzionali che ha ascoltato i rappresentanti di Anci e Uncem e poi emendato e licenziato favorevolmente la proposta di legge di cui è primo firmatario.

“Gli emendamenti riguardano l’introduzione dell’eventuale adesione dei comuni ad altra unione (rispetto alla comunità montana di origine) però solo in presenza di una continuità geografica”, spiega Toniolo. “L’altro emendamento fondamentale riguarda invece la creazione del Consiglio delle autonomie montane, un organo permanente per lo stato di attuazione degli interventi riguardanti la programmazione e la legislazione regionale in materia di aree montane”.

“E’ una risposta che dovevamo dare ai nostri territori montani e pedemontani”, commenta Toniolo, “anche se si dovrà intervenire in modo più organico appena questa ondata di riforme si fermerà. Se non fossimo intervenuti si sarebbe creato un vuoto istituzionale, ma soprattutto nessuno avrebbe continuato ad erogare quei servizi indispensabili per i piccoli comuni di montagna: per esempio l’organizzazione della raccolta e smaltimento dei rifiuti e la gestione di un ufficio tecnico efficiente. Due servizi particolarmente importanti!”

“Ringrazio i colleghi consiglieri della Lega che pur avendo presentato un progetto di legge alternativo, alla fine hanno accettato di aderire a quello proposto dal sottoscritto dopo l’approvazione degli emendamenti che hanno modificato in parte la stesura iniziale della legge”. E conclude Toniolo: “una nostra considerazione è stata anche quella di salvaguardare e valorizzare il patrimonio di conoscenze professionali maturate negli anni dai dipendenti della Comunità montane!”

 

IN SINTESI

Secondo il progetto di legge 289 proposto dal presidente Toniolo (Pdl), e dal vicepresidente Ruzzante (Pd), e dai consiglieri bellunesi Bond (Pdl) e Reolon (Pd), licenziato oggi dalla Prima commissione, le unioni montane divengono delle unioni di comuni caratterizzate da elementi di specificità, dettati dalle peculiarità che i territori montani senz’altro rivestono. Tra queste assume particolare rilievo l’estrema frammentazione ed il sottodimensionamento dei comuni, anche in relazione alle diverse specificità morfologiche.

Nell’ambito della competenza regionale in materia di unione di comuni montani la normativa detta disposizioni sugli organi (art. 4) e sulle modalità di approvazione dello statuto (art. 2).

 

La proposta disciplina inoltre gli effetti della trasformazione delle comunità montane, eliminando alcune disposizioni della legge regionale sulle comunità montane, superate dalla trasformazione delle stesse in unioni di comuni montani.

 

Si tratta di un agile progetto di legge che intende disciplinare in via transitoria, in attesa di una riforma organica di valorizzazione, tutela e sviluppo della montagna, l’esercizio associato di funzioni nei comuni montani”.

 

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