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venerdì, Ottobre 23, 2020
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Palio di Feltre: la parola al mossiere

Nome: Gennaro. Cognome: Milone. Segni particolari: mossiere. È lui, il mossiere dal nome che racconta di origini del sud e l’accento che sa di Lombardia, che, per il quarto anno di fila, domani darà le mosse nella attesissima gara dei cavalli. È iniziato ieri, con le cene dei quartieri, ma il Palio entra nel vivo oggi, con gli spettacoli e le gare, e va in fibrillazione domani con la corsa dei cavalli.

Una corsa. Tre giri. Otto cavalli e altrettanti fantini. E un mossiere.

Uno perché tanto basta. È necessario e nello stesso tempo è sufficiente. È lui a dare il via alla gara. A far partire tutti i cavalli all’unisono con un semplice gesto: lasciar cadere il canapo e dare ai cavalli la possibilità di correre e ai Quartieri la speranza, che solo per uno diverrà certezza, di guadagnare l’agognata vittoria.

“Se avrò la collaborazione dei fantini – dice Milone – penso di poter dare un’ottima partenza. Il lotto di cavalli è sicuramente valido. E le visite veterinarie che sono state realizzate sono molto accurate. La pista è di buon livello. E i fantini sono soddisfatti. A provare l’anello già ieri (venerdì ndr) è stato il Quartiere Santo Stefano. Le prove degli altri tre quartieri sono avvenute questa mattina”.

Giunto al suo quarto anno di incarico come mossiere al palio di Feltre, Milone si lascia andare a giudizi positivi sulla manifestazione.

“E’ un palio- evidenzia- in continua crescita. Tutte le componenti funzionano. I cavalli sono di qualità elevata e c’è molta attenzione. I fantini giunti a Feltre sono tutti molto preparati. Professionisti che non lasciano nulla all’improvvisazione. È un palio, quello di Feltre, di grande livello”.

Mossiere dall’età di 24 anni, ora che è alla soglia dei 50, Milone è tra i mossieri più conosciuti in Italia. Molti i Palii in tutta Italia nei quali è chiamato a dare la mossa.

“Feltre per me è un palio importante, anche personalmente. Le tante riconferme (tre, dopo il primo incarico) hanno contribuito alla mia carriera personale. Sono l’unico mossiere lombardo che è riuscito ad andare a dare le mosse nei Palii della Toscana. Feltre è stata una vetrina importante”.

“Colpo d’occhio, tenacia e autorevolezza, mai autoritarietà: queste le doti che un bravo mossiere deve avere”, spiega Gennaro Milone. Ma il segreto di Milone è avere un animo da contradaiolo.

“Anche io – spiega – sono un contradaiolo. Vivo da sempre il palio di Legnago, la mia città. Capisco le problematiche, i pensieri e le speranze di ogni contradaiolo di Feltre. Quando dò la mossa sono un mossiere. Ma nel mio animo non sono un giudice distaccato che non capisce cosa possa voler stare fermi o cadere. Capisco le critiche, le speranze. Perché sono le stesse che, in altri momenti provo anche io. Anche per questo svolgo il mio incarico in maniera precisa e puntale. Do’ sempre il massimo nel mio lavoro, cercando di non scontentare nessuno e senza mai danneggiare nessuno”.

 

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