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lunedì, Aprile 22, 2024
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Separati in casa. Ma c’è ancora una destra e una sinistra? E qual è quella “ortodossa” del Pd ora?

Jacopo Massaro

Il pasticcio creato della “sinistra ortodossa” del Pd, nella gestione delle “primarie sì, primarie no” delle amministrative del Comune capoluogo, ha portato ad una situazione bizzarra. Dove le sinistre bellunesi si ritrovano allo stesso tempo nella maggioranza di governo guidata dal sindaco Jacopo Massaro e la sua giunta, e anche all’opposizione con il Pd sconfitto di Claudia Bettiol e Irma Visalli. Oltre, naturalmente, al sostanziale ridimensionamento della destra del Pdl e l’azzeramento della Lega in consiglio comunale. E allora c’è da chiedersi se esiste ancora una ideologia incontaminata di destra e di sinistra. E se sì, quale sia quella “ortodossa”.

Osservando le “migrazioni” dei candidati avvenute in quest’ultima tornata elettorale, ci sentiamo di affermare che non esiste più, o forse non è mai esistita, un’autentica appartenenza ad una ideologia forte, così come era concepita ai tempi della Dc e del Pci.

Abbiamo assistito, ad esempio, al salto acrobatico dell’ex leader del centrosinistra Maria Cristina Zoleo (Pd), perdente con Antonio Prade (Pdl) alle precedenti elezioni, candidarsi nelle liste di quest’ultimo, ed ora siede all’opposizione in consiglio comunale, tra le fila del Pdl. L’ex presidente del consiglio comunale Oreste Cugnac, invece, è uscito dal Pdl per entrare nella Lega Nord, dalla quale, invece è uscito Silvano Serafini (Orso Grigio) per entrare nelle liste di Massaro, dove è stato eletto.

Troppe sterzate repentine e ravvicinate, insomma. Tutto legittimo, intendiamoci, ma questi cambi di casacca, senza alcuna pausa di riflessione, senza un periodo di “purgatorio” tra un mandato e l’altro, danno l’impressione di un’arena senza regole, dove i politici lottano per inseguire poltrone. Non già di ragionate riflessioni ed evoluzioni del proprio pensiero politico.

Sulla ortodossia della sinistra bellunese, il discorso si fa ancora più complicato. Infatti, ad aver sostenuto e portato alla vittoria Jacopo Massaro è stato mezzo Pd, forte di due ex segretari provinciali (Tabacchi e Dal Soler). A questo punto, non è più corretto chiamarli “fronda”. Se poi osserviamo questi fatti, diciamo dalla prospettiva di Roma, o più semplicemente da un’angolatura regionale, nulla vieta di affermare che il nuovo “Pd ortodosso bellunese” sia quello di Massaro. E non più quello, per capirci, di Sergio Reolon & C.

Roberto De Nart

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