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venerdì, Febbraio 26, 2021
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L’analisi del voto impone le dimissioni di massa del coordinamento provinciale del Pdl * di Michele Carbogno

Nella disfatta elettorale di Belluno, Feltre e Cortina non tutte le colpe sono imputabili alla dirigenza del Pdl bellunese. Il vento dell’antipolitica che ha soffiato su tutto lo stivale ha infatti influito anche sul risultato locale; ma questa dirigenza, con il placet se non addirittura la spinta del vecchio coordinatore, ha commesso il grave errore di sopravvalutare la propria forza e ritenere di scarso o nullo rilievo quello che poteva essere l’apporto della metà abbondante di partito arrogantemente e pretestuosamente esclusa dal Congresso di febbraio per un banale cavillo.

Passate quarantottore dal voto e assimilata l’inequivocabile catastrofe pidiellina, mi auguro che la dignità delle persone prevalga su piccoli interessi di bottega e che ci siano quelle dimissioni di massa dal coordinamento provinciale che, sole, potrebbero dare nuovo slancio al partito e ai suoi militanti.

Il risultato delle urne ha infatti dimostrato quanto poco bastasse in città per trasformare un tonfo incredibile in una possibile riconferma. Ad Antonio Prade l’onore delle armi, sconfitto sul campo ma a sua volta vittima dei giochi di partito fatti sulla sua testa e a cui, un po’ per presunzione un po’ per sufficienza, non ha saputo ribellarsi finendo col rimanerne stritolato. Un sindaco ricandidato privo di leadership che partiva indebolito anche per le beghe vissute in cinque anni di amministrazione, ma che comunque è fuori dal ballottaggio per soli duecento voti e che con altri duecento sarebbe stato addirittura in testa alla fine del primo turno… e su questo punto vale la pena ricordare che cinque anni fa il solo Paolo Gamba, uno degli assenti illustri di questa tornata, aveva ottenuto oltre cinquecento preferenze.

L’immagine di un Pdl incapace di fare sintesi ha influito pure sul voto di Feltre e soprattutto Cortina, dove più di qualche elettore indeciso, prima di non votare Ghezze come sindaco della perla delle Dolomiti, si sarà ricordato con quale leggerezza l’attuale coordinatore fosse stato tra i protagonisti della folle operazione di far cadere la provincia.

In pochi mesi il Pdl è stato così cancellato dalla cartina politica del territorio e, se si esclude Bond, deve far riflettere che quei pochi che sono riusciti a salvarsi dal naufragio elettorale sono tutte persone escluse dal partito uscito dal congresso di Sedico (Da Re, Bortoluzzi, Pingitore a Belluno e Curto a Feltre).

Ma ormai tutto ciò è acqua passata e bisogna ripartire con nuovo slancio. Dopo essermi fermato in queste ultime elezioni, non credendo in progetti che si sono rilevati fallimentari, da oggi mi rimetto in gioco insieme a tanti altri amici per iniziare a costruire una seria alternativa alle sinistre che, ahi noi, governerà le nostre città nei prossimi anni.

Michele Carbogno

Belluno Protagonista

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