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La sconfitta della Lega. Gianpaolo Bottacin: “Qualcuno voleva farmela pagare e, senza rendersene conto, l’ha fatta pagare a tutto il territorio, a tutti i bellunesi”

 

Giampaolo Bottacin

In provincia di Belluno è stato un duro colpo per la Lega, è inutile negarlo tentando di scaricare la colpa solo su Belsito.

 

In tempi non sospetti, prima degli scandali nazionali, feci un intervento sulla questione morale. Queste furono le mie parole, parole che oggi credo sia il caso di ripetere.

 

Dissi che nessuno può permettersi di scendere in politica o in amministrazione per intascare tangenti, per sprecare soldi pubblici o per tornaconto personale, tanto meno un leghista. Su questo bisogna essere chiari e trasparenti. Di scheletri nell’armadio non se ne possono avere. Chi utilizza la politica, il partito, l’amministrazione pubblica per fare i propri interessi personali, commette un atto grave.

 

Questa è la mia opinione e questo credo che sia il pensiero di moltissimi cittadini ormai disillusi. Ancor più in un momento come l’attuale, in cui la situazione economica è così tragica.

 

Ma proprio perché la Lega è nata per scardinare il vecchio sistema, credo che possa e debba dimostrare di essere un partito di uomini integri e orientati al bene pubblico e non al tornaconto personale. Un partito solido che non parla solo per slogan ma che va oltre grazie a teste pensanti e moralmente integre.

 

Certo, quanto accaduto a livello nazionale ha inciso sulla sconfitta, ma a Belluno le cose sono andate molto peggio che da altre parti del Veneto.

 

L’ho già detto e lo ripeto; anche perché sono i numeri a testimoniarlo.

 

Da militante, mi sono allineato alle scelte della dirigenza locale. Oggi purtroppo vediamo che tali scelte non hanno pagato.

 

Come sempre, chi ha il timone e detta la linea, ha la responsabilità dei risultati, nel bene, ma anche nel male.

 

Ho avuto vari ruoli nel partito e mi sono sempre assunto ogni responsabilità per quello che facevo. In quegli anni la Lega bellunese è sempre cresciuta grazie al lavoro indefesso dei militanti e, credo, anche grazie al mio sia pur piccolo contributo.

 

E anche quando è caduta la provincia mi sono assunto ogni responsabilità, pure quelle che non erano mie.

 

Ma, io credo, chi ha ruoli di responsabilità è chiamato a fare anche questo.

 

E così mi sono caricato gli scatoloni in macchina e mi sono ritirato. Per sei mesi ho taciuto, anche se avrei avuto molto da dire su quanto accaduto. Qualcuno tentava di far credere che l’origine di tutti i mali fossi io. Oggi è palese che non era così.

 

Qualcosa sulla caduta della Provincia lo ha detto Michele Carbogno, qualcosa gli esponenti del bard, qualcosa l’IDV, qualcosa altri ancora; io invece ho volutamente taciuto, sono sparito, mi son fatto da parte e, lo ripeto, mi sono assunto anche responsabilità che non erano mie.

 

Qualcuno voleva farmela pagare e, senza rendersene conto, l’ha fatta pagare a tutto il territorio, a tutti i bellunesi. Ci sono state grosse responsabilità politiche. Non è stata una crisi amministrativa o a livello personale, ma politica. Ma anche questo ormai si è palesato a tutti. I giornalisti hanno scritto: “Bottacin aveva vinto contro ogni previsione” e “Bottacin era arrivato per scardinare il sistema delle spartizioni”. Questo, ormai è chiaro a tutti, ha dato fastidio. Ma la Lega dovrebbe essere questo.

 

In ogni caso, non è della Provincia che oggi bisogna parlare, bensì del risultato della Lega in provincia. Con una serena capacità di autocritica. Sarebbe stupido far finta di nulla e scaricare tutto su Belsito o su qualcun altro.

 

Io, a suo tempo, assumendomi responsabilità non mie, mi sono fatto da parte. Oggi credo che chi ha dettato la linea a livello locale debba avere il coraggio di assumersi la responsabilità del risultato e rimettersi in discussione.

 

Gianpaolo Bottacin

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