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sabato, Febbraio 27, 2021
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Di Pietro a Belluno. Lavoro: non si risolvono i problemi toccando l’art.18! Tasse: introdurre la possibilità di detrarre le spese. Giustizia: non bisogna ridurre le intercettazioni

Si è conclusa martedì pomeriggio a Santa Maria di Sala la giornata in Veneto del presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che ha toccato le province di Belluno, Treviso e Venezia.

Di Pietro, accompagnato dal segretario regionale Gennaro Marotta – e pure dal tempo inclemente – ha incontrato i candidati nelle liste dipietriste alle prossime elezioni amministrative ed ha sostenuto la raccolta firme del progetto di legge d’iniziativa popolare IdV per abolire il finanziamento pubblico ai partiti con i contributi elettorali, che sarà depositato il prossimo 11 maggio (si punta poco sotto quota 500mila firme, ma le 50mila necessarie sono già state ottenute nello scorso week end).

Dopo Belluno, al caffè Manin in Piazza dei Martiri, con il candidato sindaco Claudia Bettiol, il coordinatore provinciale Angelo Levis e tutti i candidati delle due liste IdV di Belluno e di Feltre, Di Pietro è sceso in provincia di Treviso, a Casale sul Sile.

 Sul monito del presidente della Repubblica Napolitano: riportare persona e lavoro al centro Di Pietro ha dichiarato:

“Siamo d’accordo con il richiamo del presidente della Repubblica,che vuole mettere il lavoro al centro dell’agenda. Ma il problema non lo risolviamo toccando l’articolo 18, ma combattendo i veri problemi che creano disagio al nostro paese: la burocrazia imperante, la corruzione dilagante, la politica asfittica e compromessa che viene usata da tanti soggetti per sistemare se stessi. Come ben spiega l’esempio dei 15 anni di Berlusconi.

Ecco le ragioni per cui, l’Italia, non essendo credibile, vede lo spread aumentato, il debito aumentato, i suicidi aumentati, le imprese che chiudono e i lavorato che vanno a casa.

Oggi sul piano delle entrate bisogna ridurre il carico fiscale e aumentare la lotta all’evasione fiscale per far pagare chi finora non ha pagato.

Se poi c’è da fare qualche sacrificio, bisogna chiederlo a chi i soldi li ha in abbondanza, colpendo la speculazione finanziaria o applicando la Tobin tax per i patrimoni importanti. Non prenderli certo dagli esodati, dai cassintegrati o da chi paga le tasse sulle borse di studio.

Riteniamo importante ridurre il fronte delle spese, perché la spesa pubblica è troppo elevata e troppo dispersiva.”

“In Italia il vero dramma è che più della metà dei cittadini non pagano le tasse. Se tutti pagassero le tasse avremo un abbassamento importante della tassazione. L’unico modo per farle pagare a tutti è renderle conveniente pagarle.

Diamo la possibilità di detrarre dall’imponibile tutte le spese effettuate quando vado a comprare qualcosa. Così sarà conveniente conservare ed avere scontrini e fatture, così che li posso scaricare dalle tasse. La chiamiamo competizione positiva.”

Sulle dichiarazioni del ministro Severino: tagliare intercettazioni e carceri il leader dell’IdV ha detto:

“Signora ministro, lei non può fare come i suoi predecessori che, siccome non ci capivano niente, ogni giorno sparavano una cavolata. Lei ha l’aggravante di capirne di giustizia, perché è stata un avvocato importante ed è una giurista preparata. A lei l’attenuante dell’ignoranza non gliela possiamo dare. Per far funzionare il sistema giustizia non bisogna ridurre le carceri, ma far star meglio chi ci sta in carcere, ma lasciarcelo.

In secondo luogo, per combattere la criminalità non bisogna ridurre le intercettazioni. Se la criminalità di oggi si basa sulla tecnologia, è con la tecnologia che dobbiamo combatterla.

Per fare in modo che si risparmi bisogna accrescere la funzionalità del sistema giustizia, in modo che con i fondi recuperati, i risarcimenti effettuati, il sistema giustizia si paga da solo le spese che occorrono.

Per far funzionare bene la macchina della giustizia, da domani mattina signora ministro, metta all’ordine del giorno la ratifica della convenzione di Strasburgo sulla lotta alla corruzione (che aspetta dal ’99), faccia propria la proposta di riforma dei reati contro la pubblica amministrazione, reinserisca il reato di falso in bilancio, preveda che i condannati non si possano candidare a nessuna elezione e che gli imprenditori che vogliono partecipare alle gare con la pubblica amministrazione siano solo quelli che non sono stati condannati, perché vadano avanti solo gli imprenditori onesti, non i disonesti.”

Sull’ipotesi di tangente da 10 milioni di euro Lega-Finmeccanica

“Finora abbiamo assistito ad una Lega al cui interno avrebbero usato fondi pubblici per fini privati, e in tal senso la magistratura sta facendo chiarezza – ha osservato Di Pietro –

Il fatto grave di questi giorni, che riguarda Lega e Finmeccanica, coinvolge non più i singoli, ma il sistema. Si torna agli anni ’90, con meccanismi come quelli che avevamo scoperto noi, per ottenere soldi come partito da un’azienda di stato che falsifica i bilanci per far tornare i soldi alla cassa di un partito.

Rubare per finalità di partito è più grave ancora, perché non sei ladro solo tu, ma il sistema di cui fai parte si ingrassa di ladrocinio.

E’ importante fare chiarezza la più presto, e sono dell’idea che le grandi aziende di stato dovrebbero essere guidate da manager al di sopra di ogni sospetto, invece stanno tornando in sella persone che erano già state inquisite o condannate.

Si vede che in 20 anni l’unica cosa che hanno capito è come sfuggire alle indagini e restare impuniti.”

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