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Sforamento del Patto di stabilità. Prade: “Sono orgoglioso di aver pagato imprese e fornitori. Così ho rimesso in circolo 10 milioni di euro che appartengono alla comunità”. Secondo la Confederazione delle Province e dei Comuni del Nord le sanzioni a carico degli amministratori saranno ineludibili

Antonio Prade sindaco di Belluno

“Il patto di stabilità è un’imposizione di legge odiosa e fuori dalla realtà. Uno strumento irragionevole, che mette sullo stesso piano gli sprechi e gli investimenti e mette in ginocchio l’intero tessuto economico e sociale. Per questo sono orgoglioso di non aver accettato, per il nostro Comune, le imposizioni del patto di stabilità nell’anno 2009, quando la crisi già mordeva imprese e famiglie”. Sono le parole del sindaco uscente di Belluno Antonio Prade, nonché stimato avvocato del Foro bellunese, dunque un “addetto ai lavori”.

“Un sindaco deve avere il coraggio di fare scelte difficili quando i momenti sono difficili – prosegue Prade – Dieci milioni di euro sono usciti dalle casse di Palazzo Rosso, per entrare nelle tasche delle imprese e delle famiglie, anche bellunesi, che hanno lavorato per fare interventi importanti nella nostra città, quali la ristrutturazione della vecchia latteria di Bolzano Bellunese, la sistemazione delle Scuole elementari di Mur di Cadola, gli interventi antisismici nelle scuole di Nogarè, la ristrutturazione della piscina, il nuovo Ponte degli Alpini e la nuova Spes Arena. questi sono solo i più importanti perché l’elenco potrebbe continuare. Anche le conseguenza della fuoriuscita dal patto di stabilità, secondo quanto imposto dalla legge, sono virtuose per il nostro comune: le indennità di sindaco e assessori sono state ridotte del 30% per un anno, non abbiamo contratto nuovi mutui, abbiamo fatto efficienza riorganizzando al meglio le nostre risorse umane. Il conto che abbiamo pagato? Circa 200.000 euro di riduzione di trasferimenti da parte dello Stato – cocnlude Prade – , che non sono neanche paragonabili ai 10 milioni di euro di liquidità che sono stati rimessi nel circuito economico delle nostre famiglie e delle nostre imprese”.

Insomma, un inno a futura memoria, nonché l’autoassoluzione, per aver violato la legge. Benché la manovra finanziaria Monti abbia stabilito che i Comuni che hanno sforato il Patto di stabilità interno avranno a disposizione un triennio per recuperare. Ossia tre anni di sacrifici.

Ma c’è di più. Nel sito Confederazione delle Province e dei Comuni del Nord c’è un parere dato per un caso analogo, che precisa nel dettaglio quali sono le responsabilità degli amministratori in ordine allo sforamento del Patto.

DOMANDA :

Questa Amministrazione è intenzionata ad approvare una prima Variazione al Bilancio, dopo aver approvato il Bilancio di Previsione prima dell’entrata in vigore delle Legge Finanziaria, e quindi con la nuova normativa in materia di Patto di Stabilità Interno.

Con le proposte di variazione, l’Ente sforerà di certo il Patto di Stabilità Interno; ma per realizzare certe opere pubbliche già approvate e finanziate, siamo obbligati a sforare.

Si chiede quali responsabilità vi siano a carico dei Consiglieri Comunali che approveranno la variazione, con lo sforamento del Patto di Stabilità Interno; quali le responsabilità della Giunta e dei Dirigenti.

Quali consigli inoltre possono essere concessi per ovviare all’applicazione delle sanzioni per gli anni futuri.

Si rimane in attesa di pronto riscontro in quanto a breve dovremmo assumere i provvedimenti relativi.

RISPOSTA:

Con riferimento al quesito in oggetto si forniscono i seguenti elementi di valutazione: A seguito di quanto previsto dall’art. 77 bis, comma 12 della legge 133/2008, il bilancio di previsione deve contenere apposito prospetto che, con riferimento alle previsioni di bilancio, dimostri il rispetto del patto di stabilità. Tale prospetto viene sottoscritto dal Responsabile dei Servizi Finanziari.

Ovviamente anche le variazioni di bilancio devono essere rispettose dei limiti del patto di stabilità.

Il Bilancio di previsione, approvato in Consiglio Comunale deve ovviamente contenere il parere favorevole del Responsabile dei Servizi Finanziari e del Collegio dei Revisori dei Conti.

Tali pareri ovviamente non potranno essere favorevoli nella situazione in cui non via sia l’attestazione che il bilancio di previsione (e le sue variazioni) sia rispettoso del patto.

Alla luce di quanto previsto dal principio contabile n. 2 (punto 75) il Consiglio comunale, pur in presenza di un parere non favorevole, può deliberare ugualmente il bilancio (e le variazioni).

In questo caso tuttavia i Consiglieri che approvano la deliberazione si assumono le responsabilità eventualmente derivanti da tale decisione.

Se da una parte l’Ente ha l’onere di approvare un bilancio di previsione in regola con il patto di stabilità (ma può come sopra detto approvarlo anche in violazione, assumendosene la responsabilità), di fatto è solo a termine esercizio che potrà emergere l’effettivo mancato rispetto del patto.

Tuttavia la situazione non rimane “interna all’Ente” fino a fine esercizio, ma sarà conosciuta immediatamente anche dalla Corte dei Conti in quanto il Collegio dei Revisori dovrà ottemperare all’obbligo di inviare la prevista relazione sul bilancio di previsione alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

La Corte, una volta ricevuta la relazione dovrà necessariamente invitare il Consiglio a correggere il bilancio riportandolo nei limiti del rispetto del patto.

Non si può escludere che a seconda del caso venga attivata anche una segnalazione alla Procura della Corte dei conti che dovrà conseguentemente verificare l’eventuale danno cagionato all’Ente a seguito dell’approvazione del bilancio in violazione delle norme in materia di patto di stabilità.

Premesso quanto sopra si ritiene che, in conclusione, la responsabilità ricade solo sugli organi amministrativi e non anche sui tecnici, purchè questi ultimi assumano tutti gli atti necessari ad informare i primi sugli obblighi di legge e sulle sanzioni e conseguentemente esprimano parere non favorevole alla proposta di bilancio.

Una volta approvato il bilancio (con parere non favorevole) il provvedimento è comunque autorizzativo della spesa, pertanto i tecnici potranno comunque assumere gli atti di gestione.

Si ritiene necessario tuttavia che la Giunta (assumendosene la responsabilità) li autorizzi con apposito atto .

Circa le sanzioni per gli anni successivi, si ritiene che queste siano ineludibili.

http://www.conord.org/portale/notizia.php?notizia=1&ID=1943

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