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No all’autoriforma della Lega. Lo tsunami dello scandalo prima o poi si sarebbe abbattuto sul delirio dell’onnipotenza bossiana * di Paolo Bampo

Paolo Bampo

Dispiace fare i paragoni quando questi riguardano te stesso. Ma vorrei rammentare che una dozzina d’anni fa venni scacciato con l’infamia della ”immoralità” per aver contestato le scelte di un capo che stava dimenticandosi dove il partito si fosse proposto di arrivare.

Ora ci si accorge che, forse, quel capo era il caso di fermarlo prima. Quanti anni gettati al vento. Quanti sforzi vanificati, quante illusioni stroncate, quante promesse tradite, quanta ingratitudine per i pionieri di un ideale onesto e quanta gente onesta sacrificata nel nome del capo, da parte di truppe poco avvedute, poco coraggiose, poco sincere e molto opportuniste, che fingevano di non vedere, di non sentire e non parlavano perché “il capo ha sempre ragione”.

Se la Lega vorrà riprendersi, non potrà farlo attraverso personaggi che hanno taciuto per anni o che, per proprio comodo interesse, hanno digerito ogni ingiustizia finché le cose sono andate lisce e che, oggi, si ergono a rinnovatori, approfittando di un capo malato, stanco, travolto dalla propria famiglia, dalla propria incoerenza e da una diffusa immoralità interna. Tutti malesseri, cioè, che tutti in Lega hanno sempre conosciuto, accettato e condiviso….sino ad ora. Ma a quale troika vogliono affidare il partito? Ma quale terna di saggi alla guida del rilancio leghista, se questa è scelta tra chi ha sempre governato la Lega chiudendo uno o anche due occhi sull’allegra gestione di Bossi & co.? Ma quali Maroni, Giorgetti e Calderoli? (guarda caso 3 lombardi su tre). Serve un commissariamento esterno. Serve gente che non abbia condiviso gli anni del declino. Il futuro della Lega, da dopo le prossime elezioni, sta in un commissariamento affidato in ogni dove a tutti quei personaggi (purché accettino) che non si siano riciclati nei partiti romani e milanesi e che nel tempo, pur avendo scritto la storia della vera Lega delle origini, siano stati allontanati o fatti fuggire.

Paolo Bampo

Belluno 5 aprile 2012

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