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venerdì, Marzo 5, 2021
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La cerimonia al Bosco delle castagne. Maria Cristina Zoleo: “Fare la resistenza oggi, significa difendere la democrazia”

«Fare la resistenza oggi, significa difendere la democrazia. Solo così non vanificheremo il sacrificio di questi giovani partigiani». Lo ha detto questa mattina al Bosco delle castagne Maria Cristina Zoleo. Alla cerimonia per la commemorazione dei 10 partigiani impiccati dai tedeschi il 10 marzo del 1945 erano presenti le rappresentanze Anpi associazioni partigiani, le associazioni dei reduci di guerra e combattentistiche d’Arma, alcuni comuni bellunesi, i Gruppi di Bolzano, Trento, Maserada sul Piave e Ravenna. E Il picchetto armato del 7mo alpini. Per la Provincia commissariata il capo di gabinetto della Prefettura Nicola De Stefano, per il Comune di Belluno Maria Cristina Zoleo delegata dal sindaco Antonio Prade impossibilitato per un imprevisto impegno familiare. Presente il questore Attilio Ingrassia e i parlamentari bellunesi Maurizio Fistarol e Franco Gidoni. Nel discorso ufficiale Maria Cristina Zoleo ha parlato di un’eredità morale e spirituale lasciata dai partigiani impiccati. E ne ha ricordato i nomi: Giuseppe Santomaso (Franco), Marcello Boni (Nino), Giuseppe Como (Penna), Francesco Bortot (Carnera), Giovanni Candeago (Fiore), Giovanni Cibien (Nino), Pietro Bertanza (Portos), Joseph, soldato francese, Ruggero Fiabane (Rampa) e Mario Pasi (Montagna).

Il discorso che era stato affidato al 91enne partigiano Nino De Marchi, impossibilitato a presenziare perché convalescente, è stato letto da Giampaolo De Pase. Nello scritto, De Marchi ha ricostruito i fatti del 1945, quando i partigiani affissero la foto di Hitler con la scritta “sparate bene” al poligono

di tiro. Una carica esplosiva uccise un soldato tedesco che cercò di rimuovere la foto. Per rappresaglia (la legge prevedeva l’esecuzione di 10 italiani ogni un tedesco ucciso) vennero quindi prelevati dalle carceri in città e impiccati al Bosco delle castagne i dieci partigiani. A scattare la mattina dopo le foto degli impiccati furono Mario Viel (detto Satana) insieme al partigiano Bill. Il racconto di Nino De Marchi riportato da De Pase, si conclude con la trattativa condotta da De Marchi con un tenente tedesco, che salvò la vita ai soldati tedeschi, oramai in ritirata da Belluno.

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