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Il progetto dell’elettrodotto che sfiora le case di Andreane tenuto nascosto ai residenti

Anche Belluno ha la sua No Tav. Niente treni ad alta velocità con scontri no global e polizia, intendiamoci, ma un terminale autostradale elettrico da 75 milioni di euro (60 Stazione Polpet +15 Riassetto rete Alto Bellunese) facente parte di un colossale piano europeo, che solo nel Veneto prevede un importo di 800 milioni di euro di investimenti complessivi. Dove una politica impreparata ha sottoscritto accordi per lo più ignorati dagli abitanti coinvolti, salvo poi intervenire in modo estemporaneo con rassicurazioni peraltro contraddittorie. Stiamo parlando del Piano tecnico delle opere della Rete di trasmissione nazionale nella media Valle del Piave, il cui elettrodotto Polpet-Scorzè della Terna, andrà ad interessare la zona di Levego e l’abitato di Andreane, avamposto di frontiera est a confine con Ponte nelle Alpi, un borgo d’epoca napoleonica oggi occupato da quattro famiglie. Ebbene, esiste un verbale sottoscritto il 2 dicembre del 2008 dall’assessore Paolo Gamba nel quale si chiede letteralmente un “riscontro vantaggioso” qualora fosse deciso di spostare la linea elettrica esistente che attraversa la frazione di Levego e che “impedisce lo sviluppo dell’area artigianale”. Terna recepisce la richiesta di “riscontro vantaggioso”, tant’è che nel successivo protocollo d’intesa sottoscritto nel marzo 2009 passa l’ipotesi di tracciato della linea “A”. Ossia quello più vicino al Piave, che libera la zona artigianale dalla servitù della linea, con i conseguenti vantaggi per i proprietari dell’area artigianale e cioè il Consorzio per gli insediamenti produttivi artigiani di Levego, Deon Costruzioni srl, Bim infrastrutture spa. Nel protocollo del 2009 rimane comunque fermo il nuovo impianto a 220mila Volt (con riserva di elevarlo a 380mila Volt) che passa ad una quarantina di metri dal borgo di Reveane, senza che nessun politico si sia premurato di approfondire né di informare i cittadini. Gli abitanti di Andreane, infatti, scoprono solo per caso l’esistenza del progetto dell’elettrodotto che passa vicino alle loro case e si organizzano in un comitato guidato da Luigi Fontana. E che oggi si è unito al comitato di Levego rappresentato da Luca Salvioni.

«Auspichiamo di essere convocati prima che abbia luogo la conferenza dei servizi» affermano Salvioni e Fontana per il Comitato Levego-Andreane «poiché quello sarà l’ultimo passaggio dopo il quale sarà dato il via libera ai lavori». Due sono le richieste fondamentali del Comitato. Per Andreane si chiede l’interramento della linea come è stato ottenuto dagli abitanti di Ponte nelle Alpi. «Si tenga presente che il passaggio aereo della nuova linea sopra Andreane» precisa Fontana «andrebbe a creare campi elettromagnetici anche sulla pista ciclopedonale, con valori 50 volte gli 0,2 microtesa ottenuti nell’attraversamento di Ponte nelle Alpi». Per Levego, si chiede lo spostamento della linea anziché a valle verso il Piave (linea A), a monte (linea B). «Innalzare il tracciato sul percorso già ipotizzato B» sostiene Salvioni «significa risolvere il problema dei campi elettromagnetici per centinaia di famiglie che si trovano sull’asse Sagrogna-Levego-Castion-Visome-Limana-Polentes-Triches, questione peraltro ignorata dagli stessi amministratori pubblici dei comuni interessati.

Roberto De Nart

nella foto, il fotomontaggio del traliccio (non in scala) dove è prevista la nuova linea elettrica

 

 

 

 

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