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Bim Gsp: chiarezza, non fumo negli occhi. Ecco come sono ripartite le responsabilità. di Giancarlo Ingrosso*

I sindaci hanno creato questa situazione, i sindaci la risolvano. A questo punto intervenga il Consorzio Bim Piave di cui fanno parte gli stessi sindaci dell’Aato, che ha fissato in questi anni le tariffe, e di Bim Gsp. La priorità oggi per il Consorzio Bim Piave, prima ancora di erogare contributi e finanziare sponsorizzazioni, è intervenire per risolvere questa situazione anche come garanzia nei confronti delle banche.

Le più elementari regole dell’economia, come quelle della democrazia, prevedono in primis una divisione dei compiti e dei poteri. Tralasciamo quelli, noti, della democrazia e vediamone un esempio nel campo economico.

Le aziende hanno organi di indirizzo, organi esecutivi ed organi di controllo. Normalmente gli indirizzi sono indicati dalla proprietà (Assemblea dei soci, rappresentata dal suo Presidente) il controllo viene effettuato dal Collegio Sindacale, mentre la parte esecutiva, gestionale, viene svolta dal Consigliere Delegato con la Direzione Generale/Strategica.

A volte succede, tuttavia, che l’intera società nasca di fatto per rappresentare essa stessa lo strumento esecutivo di altra società o soggetto detentore della proprietà o del controllo della stessa.

E’ questo il caso dell’AATO che rappresenta di fatto la proprietà di GSP, oggi al centro di una bufera crescente a causa di un evidente malfunzionamento della stessa.

L’AATO (insieme dei Sindaci che hanno conferito a GSP le proprie infrastrutture idriche, delegandone la gestione) indica gli indirizzi che GSP esegue, quale braccio operativo dell’ATO. Ovvero realizza gli investimenti richiesti.

Ma, poiché la forma giuridica di GSP, ancorché braccio operativo che esegue gli ordini della proprietà (datore di lavoro), è quella della SPA – come tale deve operare e come tale è chiamata al rispetto di tutte le norme civilistiche (oltre che di corretta ed efficiente gestione aziendale).

Tradotto: il vertice della gestione di GSP non può non evidenziare a chi rappresenta legalmente GSP (il Presidente) la compatibilità o meno delle richieste con la capacità di supportare le stesse dal punto di vista tecnico-organizzativo, oltre che (e soprattutto!) economico-finanziario.

Se questo equilibrio non reggesse, i responsabili della società (GSP) hanno l’obbligo (oltre che il dovere professionale) di darne evidenza a chi chiedesse loro di eseguire comunque, in questo caso, degli investimenti.

Conclusione: l’AATO poteva chiedere legittimamente gli investimenti, è infatti compito dei Sindaci valutare e decidere i Piani d’Ambito (la cui equa distribuzione o meno, sul territorio, è un altro tema).

GSP doveva doveva eseguire, ma attenzione – questo è il punto – non prima di averne valutato la portata e la compatibilità con l’equilibrio economico-finanziario della Società GSP.

Nel dubbio o, peggio, nella palese incompatibilità, GSP aveva il dovere di segnalarne l’insostenibilità, costringendo ovviamente la proprietà o a “rivedere gli ordini” o anche a vederseli rifiutare (argomentando adeguatamente) per non condurre in dissesto la Società (che invece oggi si è appalesato).

Quindi delle due l’una: o GSP sapeva che quegli atti di gestione avrebbero portato al possibile default, oppure non se ne era resa conto.

Nel secondo caso si tratterebbe di gestori incapaci, responsabili di aver condotto a questa situazione GSP (e non ci sono solo laute prebende per i “manager” delle SPA, ma anche le connesse responsabilità);

nell’altro caso, invece, si tratta di capire se avevano o meno informato l’AATO di questo rischio. Se la risposta è no, la responsabilità si esaurisce all’interno dei vertici GSP; se la risposta è si, GSP ne è comunque responsabile, perché il dissesto è appunto di questa Società, ma in questo caso non si potrebbe non estendere anche ad una più ampia responsabilità di tipo politico a causa della condotta dei Sindaci che compongono l’AATO e che ne hanno indotto, condizionato o assunto le decisioni.

L’esercizio si completa sostituendo a ciascuna funzione citata i nomi (che tutti gli addetti ai lavori conoscono) di coloro che ricoprono i ruoli di Responsabili ed il problema è pronto per essere affrontato con chiarezza (e, auspico, risolto con equilibrio).

Il resto, non fatevi ingannare, è solo polemica per gettare fumo negli occhi dei cittadini per nascondersi con il giochino dello scarica barile.

* Portavoce Provinciale di Verso Nord

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