13.9 C
Belluno
sabato, Ottobre 24, 2020
Home Cronaca/Politica Progetto di riqualificazione di Piazza dei Martiri. Arrivano le “note di dissenso”...

Progetto di riqualificazione di Piazza dei Martiri. Arrivano le “note di dissenso” all’ente banditore e alla commissione giudicatrice. Ovvero la “mazzata tecnica”

Dopo le critiche piovute da più parti sulla giunta Prade sull’idea di bandire un concorso per la riqualificazione di Piazza dei Martiri, costato circa 20mila euro; sommate alle critiche per la scelta del progetto vincitore, che ha spazzato via i lampioni, dove vennero impiccati i partigiani; ora arrivano le “note di dissenso” di uno dei partecipanti, l’architetto Giampaolo Grasso di Acireale (Catania). La critica tecnica di un “addetto ai lavori” è indirizzata all’ente banditore e alla commissione giudicatrice, e dunque non potrà certamente essere ignorata.


«La presente – scrive Grasso nelle 16 pagine di rilievi tecnici corredati di fotografie –  non vuole in alcun modo screditare ruolo e profilo professionale dei componenti della commissione esaminatrice e dei progettisti in gara, ma piuttosto, esprimere il dissenso per evitare l’odioso luogo comune secondo il quale l’architettura si ridurrebbe ad una pura questione soggettiva. “La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva”, lo diceva nel ‘700 il filosofo David Hume, oggi grazie agli studi di Semir Zeki, neurobiologo dell’University College di Londra, si scopre che è davvero così: la bellezza è tutta negli occhi di chi guarda e il nostro cervello possiede un concetto astratto di bellezza. Allora in che cosa consisterebbe la nostra professionalità? Come può essere misurata? Un progettista, come potrebbe maturare una progressiva e sempre maggiore competenza, se tutto si limita a “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”?. Fortunatamente la progettazione non è una disciplina così “vuota”, ci sono delle regole tracciate da Vitruvio già nel 25 a.c. nel suo “De Architectura”:
“Haec autem ita fieri debent, ut habeatur ratio firmitatis, utilitatis, venustatis”.
La giuria di un concorso, non può premiare progetti che non rispettano normative elementari e
prescrizioni indicate dallo stesso EB, senza che la cosa passi inosservata, giustificandosi con un semplice “a noi è piaciuto”. Riteniamo che tale “modus operandi”, non è un bene per la nostra professione, anzi, è il sintomo di un’incapacità nel comprendere i valori della buona architettura.
Infine, desideriamo sottoporvi gli ultimi due quesiti:
– perché non sono state attribuite menzioni non onerose ai progetti ritenuti comunque meritevoli,
così come previsto dall’art.20 del Bando di Concorso?;
– perché non è stata pubblicata la graduatoria finale con l’attribuzione complessiva dei punteggi
assegnati a ciascun partecipante, secondo gli “…elementi di valutazione e pesi ponderali…”
di cui all’art.18 del Bando di Concorso?.

Ecco le “note di dissenso”

 dove sono individuati in maniera inequivocabile, nelle tre proposte vincitrici, n.25 posti auto
richiesti dall’all. “A_scheda progetto”?;
 dove viene indicata e garantita, nelle tre proposte vincitrici, la possibilità di sosta dei mezzi per
il carico e scarico di attrezzature di scena a servizio del teatro comunale, così come richiesto
dall’all. “A_scheda progetto”?;
 dove viene indicata, nelle tre proposte vincitrici, l’area per la celebrazione della memoria
delle impiccagioni partigiane, così come richiesto dall’all. “A_scheda progetto”?;
 la proposta classificata al terzo posto in ex aequo, contraddistinta dal plico n.5, dove fa evincere
in maniera inequivocabile, il mantenimento visivo del tracciato storico del liston richiesto
dall’all. “A_scheda progetto”?;
 le proposte classificate al terzo posto in ex aequo, contraddistinte dai plichi n.5 e n.21, dove
approfondiscono la collocazione delle n.64 bancarelle mercato, richieste dall’all. “A_scheda
progetto”, esplicitandone l’architettura e relativi elementi costruttivi funzionali?;
 la proposta classificata al terzo posto in ex aequo, contraddistinta dal plico n.5, relativamente
all’individuazione dell’area mercatale, campisce semplicemente una zona della Piazza,
accostando la seguente dicitura: “area mercato con n.64 postazioni da 5m x 8m”. Non viene
previsto uno studio degli ingombri e relativi percorsi di attraversamento, giacché tale area
dovrebbe avere uno sviluppo di ≈2700mq e le n.64 postazioni richiedono 2560mq, come si ritiene di riuscire a garantire “accessi/percorrenze” ai fruitori di tali spazi?;
note
progetti vincitori della Edicole/Dehors (plichi numeri 2/19/29)
 dove viene indicata nelle tre proposte vincitrici, tipologia e casa produttrice degli arredi,
così come recita l’all. “A_scheda progetto”, “…il progetto dovrà prevedere anche indicazioni
relative agli arredi – che potranno anche essere di produzione industriale e marchi noti…”? A tal
proposito, desideriamo sottolineare di essere stati l’unico raggruppamento in gara ad aver
predisposto una pianta arredata del “Dehor/tipo” indicando la provenienza di ciascun
complemento;
 la proposta classificata al secondo posto, contraddistinta dal plico n.19, accanto alla pianta del
Dehor, inserisce una postilla che recita: “…NB: la struttura a pianta libera consente la
versatilità dell’arredo…”. Anche la nostra è una struttura a pianta libera, ma per rispondere alle
citate prescrizioni di cui all’all. “A_scheda progetto”, è stata predisposta “ante progettazione”, una
ricerca delle diverse tipologie d’arredo, per garantire anche la possibilità di consumazioni di media
e/o lunga sosta;
 proposta classificata al terzo posto, contraddistinta dal plico n.29, propone una pianta del Dehor, con n.32 tavolini e n.128 sedute senza dichiararne la provenienza e soprattutto avanzando un modello da “mensa aziendale” più che da spazio esterno di un pubblico esercizio del tipo café. Inoltre, dal punto di vista tecnico, la disposizione di tavoli e sedute su “n.4 file da 8”, occupa uno spazio di ≈32mq, pari al ≈47,57% dell’intera superficie. Tale distribuzione, è certamente scomoda per i normo-dotati e non consente l’accesso ai diversamente abili; inoltre è in contrasto con il “Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503”, il “DGR n. 509 del 02/03/2010”, il “Progetto Veneto Accessibile – http://www.venetoaccessibile.it/index.cfm”, le iniziative del “Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Belluno – http://www.csvbelluno.it/Chi_siamo_52-14.aspx”, quelle degli assessori “Monica Nevjyel e
Maurizio Busatta” che nel 2003 durante “l’Anno Europeo del Disabile” hanno promosso per conto
di codesto ente banditore, numerose iniziative per l’esecuzione di interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e infine, con le richieste dello stesso Eente “…gli spazi dovranno essere
accessibili…”, riportata all’interno dell’all. “A_scheda progetto”.

Share
- Advertisment -


Popolari

Findomestic addebita a un omonimo la rata del finanziamento. Brumurelli (Associazione Io mi tutelo): “In 15 giorni abbiamo chiarito il caso con la banca...

Vedersi addebitare ogni mese delle rate di una cinquantina di euro senza sapere il perché non dev’essere piacevole. E’ successo in un Comune della Valbelluna...

Agricoltura di montagna. Dorfmann: aumenta il livello di protezione, maggiori aiuti alle aziende costituite da giovani

Si è chiusa con il voto di approvazione di ieri sera la quattro giorni che al Parlamento Europeo ha visto in discussione uno dei...

Furti di monili d’oro in casa. Giovedì sera a Limana e venerdì sera a Mel

Borgo Valbelluna, 24 ottobre 2020  -  Due furti in appartamento sono avvenuti nella tarda serata di ieri. Uno in quartiere Europa e l'altro in...

Passaggi a livello desueti. L’interrogazione del consigliere Stella

Nel territorio del Comune di Belluno vi sono 5 passaggi a livello (1 a Safforze, 2 a Fiammoi, 1 a Sargnano, 1 a San...
Share