«Una velocizzazione delle procedure, ma il volume di carte da presentare è molto simile a prima». Lo ha detto Leonardo Denaro, direttore interregionale Veneto e Trentino Alto Adige dei Vigili del Fuoco al convegno tenuto al Centro Giovanni 23mo la settimana scorsa, organizzato da Confindustria Belluno Dolomiti e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco sui nuovi adempimenti di prevenzione incendi entrate in vigore il 7 ottobre (Dpr 151/2011).
«Il principio di proporzionalità introdotto» ha detto il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Gian Domenico Cappellaro «consentirà un risparmio complessivo di 1,5 miliardi di euro l’anno alle nostre imprese, senza compromettere i livelli di sicurezza». Fabio Dattilo, dirigente generale della Direzione centrale dei Vigili del Fuoco, ha analizzato gli articoli del nuovo regolamento, che suddivide le attività in tre fasce di rischio A, B, C (basso, medio e elevato). «Il titolare ci segnala l’inizio attività corredato di asseverazione di conformità del tecnico iscritto all’albo e di certificazione del tecnico abilitato iscritto agli albi professionali del ministero Interno. Dopodiché i Vigili del Fuoco hanno tempo 60 giorni per le verifiche campione sulle attività delle prime due fasce, mentre rimane obbligatoria la verifica per tutte le attività complesse della fascia C». Claudio Giacalone, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Belluno, nonché consulente al Viminale per la stesura del decreto, ha detto che la norma recepisce per la prima volta la procedura Scia (Segnalazione certificata inizio attività). L’incontro è stato moderato da Michele Vigne, componente del Comitato centrale tecnico scientifico di prevenzione incendi del ministero dell’Interno. Sul tavolo dei relatori anche l’avvocato Livio Viel per gli aspetti legali. E il capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco Alfio Pini che ha chiuso il convegno
