13.9 C
Belluno
lunedì, Ottobre 26, 2020
Home Lettere Opinioni Il "Partito degli onesti" vuole limitare gli spazi di democrazia e libertà

Il “Partito degli onesti” vuole limitare gli spazi di democrazia e libertà

I blog sono un mondo eterogeneo, sono molto diversi tra loro: esistono quelli professionisti, quelli amatoriali e poi i siti che sono diversi dai blog.
Con il comma 29, all’interno del DDL intercettazioni, nella sua formulazione originaria, si uccide quello che oggi è un fatto estremamente importante per l’informazione, si minano i suoi pilastri, la neutralità, la libertà e verificabilità dei suoi contenuti.
Tale proposta di riforma legislativa, che la maggioranza sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche su siti di cultura generale, potrà arrogarsi il diritto, indipendentemente dalla attendibilità delle informazioni ritenute offensive, di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti di riferimento presenti.
La non osservanza della legge comporterebbe una sanzione di 12000 Euro, che annienterebbe qualsiasi blogger, che sarà costretto ad una autocensura invece che far circolare con libertà l’informazione. Anche gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi,  anche solo per “non avere problemi”.
L’obbligo di pubblicare le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce una inaccettabile limitazione della  libertà e indipendenza.
Nessuno vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno, ma ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Berlusconi, ormai in agonia, sta avanzando un nuovo attacco alle regole democratiche del Paese: nel momento in cui si toccano i diritti fondamentali non è questione di essere più o meno pessimisti, più o meno critici, ma ci sarebbe veramente un’accelerazione verso la chiusura di quelli che si chiamano “spazi” di democrazia e libertà.
Speriamo che le modifiche al disegno di legge, che verranno discusse a partire dal prossimo mercoledì 12 ottobre, scongiurino la chiusura di questi spazi vitali per la democrazia e la libertà.

Francesco Masut

Share
- Advertisment -


Popolari

Quattro furti in abitazione ad Alano di Piave

Alano di Piave, 25 ottobre 2020  - Quattro furti in appartamento ad Alano di Piave nella serata di ieri. Ignoti, previa effrazione degli infissi,...

Tre interventi di soccorso in montagna

Belluno, 25 - 10 - 20    Alle 11 circa la Centrale del 118 è stata allertata dagli amici di un ragazzo colto da...

Auto e Moto d’Epoca. Bilancio positivo a Padova per la 37ma edizione della rassegna

Il patron Mario Carlo Baccaglini: “Siamo molto soddisfatti. La decisione di fare la fiera nonostante il grande momento di difficoltà ed incertezza del settore...

50 nuovi volontari della Protezione Civile. Padrin e Bortoluzzi: «Le tute fluo sono sempre più indispensabili per il nostro territorio»

Si è concluso oggi, domenica 25 ottobre, l'ultimo corso di Protezione Civile organizzato e curato dalla Provincia di Belluno. Hanno partecipato 50 persone, soprattutto...
Share