Sulla vicenda relativa al sequestro ed alle indagini sull’impianto asfalti di Busche interviene il Primo cittadino di Cesiomaggiore Gianni De Bastiani. Che innanzitutto richiama al rispetto per il lavoro dei giudici che stanno eseguendo le indagini. Dopodiché snocciola una serie di questioni “collaterali” conseguenti al sequesto.
“Come rappresentante della comunità cesiolina – scrive De Bastiani – non posso non esprimere lo stupore della gente comune a fronte di un provvedimento che blocca un impianto moderno, con la prospettiva invece che venga riavviato l’impianto vecchio, non ancora dismesso, che ha già creato in passato problemi per rumori ed odori.
Ricevo anche le preoccupazioni delle maestranze coinvolte e delle loro famiglie che vedono messi in discussione posti di lavoro, così
preziosi in questa momento di particolare crisi.
L’amministrazione comunale ritiene utile ribadire ancora una volta che le procedure svolte dall’ufficio tecnico comunale, ossia gli atti e le
verifiche tecniche e amministrative volte al rilascio del permesso di costruzione dell’impianto, si sono svolte in assoluta correttezza.
Infatti l’impianto non è stato realizzato in zona agricola in quanto l’area in questione, oltre che essere poco idonea e vocata alle colture agricole (!), non può essere disciplinata con il piano regolatore dell Comune trattandosi di area demaniale ove solo l’ente proprietario può disporre in ordine alle sue modalità di utilizzazione. Inoltre è stato realizzato a più di 60 metri dai corsi d’acqua e quindi fuori dalla zona fluviale con vincolo di inedificabilità assoluta che invece riguarda le fasce poste entro i 15 metri dal ciglio dei fiumi e torrenti.
Inoltre – prosegue il sindaco – non va tralasciato che il Genio civile ha espresso parere favorevole in data 19 agosto 2010 nei riguardi idraulici,
idrogeologici e della tutela richiesta dai siti Natura 2000 (zone SIC e ZPS). Inoltre lo stesso Genio civile il 22 dicembre 2010 ha rinnovato le concessioni anche per l’installazione del nuovo impianto di conglomerati bituminosi dichiarando la sua ammissibilità anche nei riguardi della polizia e sicurezza idraulica. La speranza, come già ho detto, è che la verità dei fatti emerga al più presto.
La gente fa fatica a comprendere come possa accadere che dopo un anno di controlli sulle carte, dal parte del Comune, ULSS, Provincia,
Regione, Genio Civile, Vigili del Fuoco, Arpav, ci manca solo l’Alta Corte di Giustizia Europea, non si sappia ancora se l’impianto poteva
o meno essere fatto.
Forse invece si è capito perché tanti imprenditori, ricercatori e giovani vanno all’estero per trovare un futuro migliore!
Gianni De Bastiani
