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L’appello di Quinto Piol a Comune e Provincia, per DolomitiBus: “Si possono vendere le quote, ma con una strategia comune”

Quinto Piol

Sulla questione della cessione di quote societarie da parte di Comune e Provincia, interviene Quinto Piol, responsabile provinciale Pd dei Trasporti.
«In un delirio di egoismo politico, la sinistra potrebbe gioire dello spettacolo indecente che il centro destra sta esibendo a tutti i livelli ( nazionale, regionale, provinciale e comunale): il filotto omogeneo che vede tutti contro tutti e in mezzo, ad essere stritolati, i cittadini. Ma la gravità della situazione impone di lasciare da parte interessi partitici e lavorare tutti per il bene comune, ognuno per quanto può fare e per il ruolo che ricopre.
E’ per questo – scrive Piol in una nota  –  che lancio un appello ai vertici di della Provincia e Comune di Belluno per  DolomitiBus. Lascino da parte le beghe tutte interne, visto che sono dello stesso colore politico. Lavorino insieme per gli interessi dei cittadini. Si vendano pure le quote di ATVO, non ha più senso, neppure strategicamente, tenerle. Diverso è la  questione che riguarda   la presenza e il ruolo che hanno e devono avere i due enti  in DolomitiBus. Quote di DolomitiBus si possono vendere per esigenze di bilancio e nello stesso tempo si può mantenere un ruolo di indirizzo e controllo del pubblico all’interno della società. Ma per ottenere questo i due enti si devono presentare insieme e con una strategia di vendita comune nei confronti del socio privato. In caso contrario è vero che se il comune di Belluno si accorda per primo e da solo con il socio privato forse porta a casa qualche soldo in più. La conseguenza immediata sarà, però, quella di svalutare le quote dell’altro socio pubblico (Provincia) e , altra grave conseguenza, sarà che, clausole di facciata a parte,  il  privato avrà sostanzialmente in mano tutti i poteri. Quale sarà  il vantaggio per i cittadini di Belluno e dell’intera provincia?
In questi giorni i “ cittadini studenti” e le loro famiglie hanno toccato con mano quello che noi avevamo pronosticato da oltre un anno circa la mancanza di una idonea politica dei trasporti ,di questa amministrazione provinciale.
Sindaco Prade, assessore Martire – conclude Piol – , è vero l’ente Provincia oggi come oggi è allo sbando, non ha un governo, ma esistono i suoi cittadini e il suo territorio, del quale la città di Belluno fa parte, anzi ne è il capoluogo, ed approfittare di questa situazione per soli fini di cassa risolverà, forse, momentaneamente un problema di conti, ma rischia di depauperare un prezioso patrimonio, anche economico, di tutti i cittadini bellunesi  con anche gravi ricadute sul piano dei servizi e del sociale che coinvolgono pesantemente anche la Città di Belluno».

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