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lunedì, Ottobre 26, 2020
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Caccia in deroga: Stival risponde

Daniele Stival

“Prima di tutto voglio chiarire che la Regione del Veneto confida di far valere le proprie ragioni nell’udienza del 19 ottobre, nella quale contiamo di poter convincere il TAR Veneto, così come accadde lo scorso anno, della correttezza del provvedimento regionale che ha recentemente autorizzato i prelievi venatori in deroga”. Lo sottolinea l’Assessore Regionale alla Caccia Daniele Stival, dichiarandosi “stupito ed amareggiato” per le polemiche innescate da una parte del mondo venatorio, a seguito della decisione del Tar di sospendere la delibera regionale sulla caccia in deroga sino alla seduta collegiale del 19 ottobre prossimo”.
“Chi polemizza – dice Stival – dimentica che lo scontro con le istituzioni comunitarie è stato innescato da una gestione della materia poco lungimirante, che a suo tempo portò alla condanna del Veneto presso la Corte di Giustizia europea. La procedura di infrazione che la Regione ha dovuto subire ci ha complicato la vita all’inverosimile, tanto che tutto ciò che di buono possiamo fare viene sistematicamente contestato”.
“Questa parte minoritaria del mondo venatorio – prosegue Stival – nel chiedere una pericolosa “reiterazione” (con qualche modifica) della delibera sospesa dal TAR sembra non comprendere come la situazione sia molto diversa da quella che si aveva solo due anni fa, quando la Corte di Giustizia ancora non aveva condannato la legge regionale veneta n.13 del 2005, pur successivamente modificata, e ancora non era innescato il conflitto con il Governo innanzi la Corte Costituzionale, presso la quale stiamo difendendo la delibera di Giunta dello scorso anno.”
“ Accusare il sottoscritto di non avere voluto fare una legge – prosegue l’assessore – è semplicemente ridicolo, posto che un paio di disegni di legge sono stati presentati in Consiglio Regionale e sono dormienti. Ma non è questo il punto. Purtroppo anche le leggi regionali hanno vita breve se vengono impugnate”.
“Continuerò a difendere con ogni mezzo i nostri provvedimenti sulle deroghe, in modo corretto – prosegue Stival. Le furberie, abbiamo visto, pagano molto poco, non danno risultati apprezzabili sotto i profili della certezza del diritto (tanto invocati nel passato) e compromettono ulteriormente il rapporto con il Governo e con l’Unione Europea”.
“Quello che dobbiamo fare con il contributo di tutti e senza polemiche – conclude l’Assessore Stival – è un lavoro duplice: difendere i nostri provvedimenti (magari la prossima volta ci piacerebbe che qualche Associazione intervenisse al TAR al nostro fianco, in gergo tecnico si dice ad opponendum, per sostenere in modo ancora più forte le ragioni del mondo venatorio!) e contemporaneamente lavorare da subito per le prossime stagioni venatorie portando a casa finalmente il reinserimento dello storno nell’elenco delle specie cacciabili. A questo proposito chiedo a tutti gli Europarlamentari interessati (se ben ricordo esiste un intergruppo che segue la materia) di organizzare subito un incontro con la Commissione Europea per calendarizzare finalmente l’aggiornamento degli elenchi delle specie cacciabili”.

 

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