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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Verifica di maggioranza in calzoncini corti ed infradito

Palazzo Rosso, sede del Comune di Belluno

Fa quasi tenerezza leggere oggi sulla stampa la notizia dell’accordo (ri)trovato dalla maggioranza di destra che governa la città di Belluno: nulla è cambiato e nulla cambia, ma almeno abbiamo tutti il sorriso!

Per un altro anno sentiremo gli stessi strepiti, assisteremo alle stesse sceneggiate, vedremo decadere la città, sentiremo i proclami altezzosi del portavoce e li vedremo ridere affaccendati sulle griglie roventi, mentre i molti dimissionari continueranno ovviamente a non dimettersi e il Sindaco continuerà ad autocelebrarsi sui giornali per aver trovato i soldi per le pulizie degli asili nido che si era dimenticato di stanziare.
Dopo quattro anni di litigi su cosa fare, ecco finalmente che la gestazione giunge a termine e partorisce il grande accordo. Su cui è impossibile tacere:
1) il progetto abitare il Nevegal non va oltre la “procura a vendere”, che il comune (novello immobiliarista?) sta cercando di far firmare ai proprietari, e la superconsulenza svizzera da 100.000 euro; in compenso di servizi per il colle nemmeno l’ombra;
2) le manutenzioni del territorio (con relative somme – non – stanziate in bilancio) sono sotto gli occhi di tutti;
3) il “ragionamento” sulle società partecipate non ha portato in quattro anni a nulla, se non a crearne una di più, a non sapere letteralmente che fare e a dimenticarne per strada qualcuna (che fa il Comune con la Dolomitibus o – più ancora – con il BIM Gsp?). Ma non solo, si sta mettendo in serio pericolo anche la Sersa, grazie all’ultima malaccorta delibera di Giunta (che accortamente non verrà ritirata);
4) A parte l’impegno parolaio, quali fondi per cultura, sociale e sviluppo economico? Mistero.

Per fortuna che c’è Lega, che aveva tuonato che il suo appoggio dipendeva dal ritiro della delibera sulla Sersa e dalle garanzie sulla Bellunum. Che ovviamente nell’accordo non ci sono, ma sicuramente qualcuno ci spiegherà che agosto è anche periodo di scherzi.
Pare fin troppo evidente che, oltre ai soldi, sono decisamente finite le idee e, speriamo,  l’”onda” che ha portato questa destra a governare Belluno. E che la maggioranza stancamente trascina sé stessa, non senza l’intimo rancore dei rapporti finiti male.
In ogni caso, ferragosto è alle porte e – dopo tanto strepito – non si può stare più di due ore (dalle
18,00 alle 20,00, dice la stampa) a parlare del futuro della città.

I Capigruppo:

Jacopo Massaro (PD – L’Ulivo)

Francesco Rasera Berna (La Sinistra – Belluno Democratica)

Attilio Sommavilla (Insieme per Belluno)

Luigi Roccon (Alternativa Civica)

 

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