
La Lega Nord, partito di governo a Roma, in Regione Veneto, in Provincia e in Comune di Belluno, recita il mea culpa. “Una provincia con tutti i suoi 69 comuni, nessuno escluso, rischiano di rimanere senza risorse, ancora prima di vedere i primi risultati del federalismo fiscale. Se non sarà rivisto il taglio agli enti locali e se il trend negativo della contribuzione nazionale a favore degli enti periferici non sarà fermato parecchie realtà potrebbero non giungere a fine 2012”. Lo afferma il segretario provinciale della Lega Nord Diego Vello. “Ecco perché faremo votare in ogni nostro consiglio la delibera proposta dall’Anci che critica il continuo taglio alle amministrazioni comunali. Tagliare al Nord significa lesionare la parte produttiva del Paese e quindi arreca un doppio danno allo Stato in termini di contribuzione e di investimenti. Mi appello a tutti i parlamentari conclude Vello – affinché mettano in atto ogni azione per salvare “casa nostra” oppure ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità di fronte all’affossamento dell’ente e di fronte ai cittadini bellunesi”.
L’onorevole Franco Gidoni, invece, ipotizza il “golpe”. “A Roma come a Belluno il partito democratico è interessato solo a sovvertire l’esito delle urne – dichiara il deputato leghista – Chiede le dimissioni di chi ha democraticamente vinto le elezioni, si preoccupa di disinformare i cittadini su quanto sono brutti, cattivi e incapaci gli amministratori di centrodestra, ma non riesce a dare il minimo contributo per la soluzione dei gravi problemi che affliggono il paese e la nostra provincia”. Pd, Idv, Lista Reolon e Partito socialista, secondo Gidoni, hanno deciso di avviare una campagna “strumentale e inopportuna”, perché “mira unicamente a scaricare sul presidente Gianpaolo Bottacin la responsabilità di tagli decisi dal Governo”.

Ma il leader bellunese del Carroccio fa anche un passo indietro e dichiara: “In un momento in cui le istituzioni rischiano di perdere ogni credibilità agli occhi dei cittadini, dobbiamo avere il coraggio di dire la verità e anche di ammettere con onestà i nostri errori. E’ del tutto evidente che il famoso filotto Provincia-Regione-Governo non è servito ad evitare i tagli che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’amministrazione di Palazzo Piloni. Non abbiamo avuto la forza
politica per impedire che ciò accadesse. E di questo dobbiamo chiedere scusa ai bellunesi.
Sappiamo che la situazione economica del Paese richiede sforzi enormi per evitare di finire come la Grecia, a causa di un debito pubblico alimentato soprattutto dagli sprechi indecenti delle regioni del sud”.
“Ma a questo punto – conclude il deputato leghista – le polemiche non servono a nulla, se non ad accrescere l’attuale crisi di credibilità dell’intera classe politica. Il centrosinistra bellunese metta da parte il rancore per la sconfitta elettorale, evidentemente non ancora digerita, e
partecipi con spirito costruttivo alla soluzione dei problemi della nostra provincia. Anche a livello locale servono coesione e senso di responsabilità”.
