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La provincia vende le sue quote di partecipazione nelle società

Pubblichiamo l’intervento di Angelo Levis, capogruppo IdV in consiglio provinciale, nel quale critica aspramente il piano di cessione delle partecipazioni in diverse società che verrà attuato prossimamente dalla Provincia. Lasciamo al lettore giudicare l’opportunità di questa scelta, alla luce degli attuali tagli di bilancio con i quali deve fare i conti l’amministrazione provinciale, considerato anche che più volte le società a capitale pubblico in Italia si sono trasformate in carrozzoni tenuti in piedi dalla politica, stipendifici dove piazzare i politici amici e gli amici degli amici.

Angelo Levis

Dopo l’aumento della tassazione, analizzo i primi effetti del federalismo fiscale applicati al bilancio di previsione della Provincia di Belluno della giunta Bottacin. Ad oggi, la Provincia di  Belluno conta la propria partecipazione in quattordici società; in due di esse detiene la maggioranza delle azioni e in una terza il 49,9%. L’intento che questa amministrazione intende perseguire nel corso del prossimo triennio è quello di provvedere alla cessione di tutte le società attualmente possedute dalla Provincia. Questa dismissione non faceva certo parte del programma di mandato del presidente Bottacin. L’ente Provincia si trova costretto ad agire per necessità di bilancio tanto che la delibera
di giunta di indirizzo dà mandato urgente ai dirigenti di porre in atto le operazioni di cessione o dismissione al fine di consentire ai
bilanci di competenza di poter introitare nei tempi previsti le imposte iscritte in bilancio. Tra le altre voglio ricordare alcune di queste quote societarie poste in svendita: Dolomiti Bus, Dolomiti Turismo, Dolomiti Ambiente, Longarone Fiere;Veneto Strade, Certottica, Società Informatica Territoriale, Sky College, Società per l’Autostrada di Alemagna, Certottica. Mi pare superfluo ricordare come alcune di queste aziende rivestano un ruolo strategico nell’economia bellunese. E come intendere la messa sul mercato di Dolomiti Bus: ancora minor servizi nelle zone più bisognose e trasporto pubblico alla mercè del mercato e non degli interessi generali. Per quanto concerne l’alienazione dei beni patrimoniali basti citare l’immobile denominato “Palazzo dei Rettori” sede della Prefettura. Cari cittadini bellunesi, ancora non è finita poichè nei prossimi giorni proseguirò nelle altre considerazioni riguardanti i minori servizi offerti al cittadino. Le controproposte di I.D.V.?
Dimissioni subito.

Angelo Levis – Capogruppo I.D.V. consiglio provinciale

 

 

 

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