Il Cavaliere sa perfettamente che caduta la sua Milano cadrà anche il suo leader. E’ solo questione di tempo. Il declino del “combattente”, come egli stesso si è definito “a caldo” dopo la sconfitta, è oramai ineluttabile. E a nulla è servito il sacrificio dell’avvocato bellunese, onorevole Maurizio Paniz, nel tentare di far digerire al popolo italiano che Berlusconi era in buona fede quando diceva che la bella Ruby era nipote di Mubarak! A nulla è servito il colpo infame di “ladro d’auto” della Moratti a Pisapia. A nulla è servita la recita di Berlusconi dinanzi a Obama sulla dittatura dei giudici di sinistra. A nulla son servite tante altre filastrocche da paese dei balocchi. Pisapia vince a Milano e De Magistris trionfa a Napoli. In vento soffia a sinistra in tutta la Penisola. Il Cavaliere sa che il bunga bunga finisce qui. Sa che tra due giri bisogna scendere dalla giostra, e che per lui sarà la morte politica. Certo, nessuno lo toccherà, i processi non arriveranno mai a sentenza, ma sarà come Napoleone a Sant’Elena.
Roberto De Nart
