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giovedì, Settembre 24, 2020
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Bocciatura del referendum. Per Bottacin la colpa è di Roma

Gli slogan della Lega contro Roma sono talmente lisi dall’essere oramai invisibili. Eppure una molteplicità di esponenti di questo partito continua a brandirli e offrirli come fossero il toccasana di ogni problema e, soprattutto, perché pensano che potrebbero rendere in termini di voti, nelle prossime elezioni amministrative. Non si sottrae a questa assurda logica –ligio al dovere di partito-nemmeno il presidente della provincia Bottacin quando tenta di spiegare il perché della bocciatura del referendum per il passaggio del bellunese al Trentino Alto Adige. A riguardo di tale complessa questione, una volta riconosciuto e lodato l’impegno del Comitato che è riuscito a raccogliere ben 17500 firme per tale scopo e appoggiato anche le future iniziative, dobbiamo avere il coraggio di guardarci allo specchio e riconoscere i nostri forti limiti che si sono purtroppo accentuati in questi ultimi due anni nel governare l’ente provincia per l’incapacità di redigere programmi e avere idee all’altezza della complessità dei tempi ma anche delle opportunità nel frattempo ereditate. UNESCO ad esempio! La mancanza di statura, l’inettitudine nell’affrontare questa grande potenzialità legata alle nostre stupende Dolomiti l’ha fatta da padrone scoprendo e mettendo davanti agli occhi dei nostri dirimpettai trentini e altoatesini, un’amministrazione provinciale senza rotta e timoniere che sta sbattendo violentemente contro gli scogli delle problematiche turistiche e culturali.Tanto per citare due settori, che pretendono conoscenze e progettazione che non esistono né sulla carta e nemmeno nella testa degli amministratori. Fondo Letta o Brancher, che prima ancora di presentar progetti mostra impietose esclusioni, è una crudele cartina di tornasole della nostra pochezza progettuale e inesistente propensione al dialogo tra i comuni bellunesi e quelli confinanti del Trentino Alto Adige. Per quel che si era compreso, al tempo dell’istituzione di questi strumenti interprovinciali, tali fondi avevano lo scopo di lenire la disparità tra i due versanti realizzando opere di reciproco interesse. E se, non andiamo errati, per mettere insieme elaborazioni, lavori è fondamentale dialogare, confrontarsi, soprattutto se si è capaci e si possiede la propensione culturale per procedere su tale direttrice. Non ci pare sia andata così o si stia seguendo questa strada. Allora viene da chiedersi come si possa pretendere di essere considerati a Trento e Bolzano. Solo perché ci lamentiamo senza presentare mai qualche proposta (che non siano le solite piazze o marciapiedi, insomma cementificazioni) o autorevolezza nelle scelte da fare come avveniva al tempo della giunta di Sergio Reolon ? E qui entra in gioco, sa fa per dire, la povertà della nostra classe politico-amministrativa bloccata e senza programmi sia a livello provinciale sia regionale non tralascindo il governo nazionale. Il massimo che riescono a fare quelli della Lega e Pdl è scontrarsi, per la supremazia elettorale, allo scopo di spartirsi i posti di governo e sottogoverno. Nel frattempo la provincia di Belluno marcia velocemente verso l’estinzione.
Eugenio Padovan

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