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Cultura, una sconfitta per la città * intervento di Marco Perale ex assessore alla Cultura

E’ perfino imbarazzante parlare di bilanci della cultura, di fronte al fatto che – come consigliere comunale – non ho ancora avuto nessuna carta ufficiale su cui ragionare. Il dato che l’assessore Passuello racconta alla stampa – 22mila euro di budget per l’intero 2011 – è ridicolo e tragico insieme. Nel metodo, intanto: il Sindaco spiega che era un taglio dovuto, in quanto imposto dal Ministro Tremonti? Prendiamo atto che nel giorno in cui il centrodestra racconta la storiella del federalismo municipale che un giorno regalerà più soldi a tutti, questa norma centralistica che da Roma impone oggi ai Comuni non solo QUANTO tagliare ma anche DOVE tagliare (sulla cultura) rappresenta l’esatto contrario di ogni decentramento e di ogni federalismo. Nel merito: dopo quattro anni di tagli progressivi per demolire quanto era stato costruito da decenni di amministrazioni lungimiranti, la cifra è ormai ridicola. Da quasi 20 anni si era puntato sulla cultura (dalle mostre al teatro, da Tiziano a Buzzati) per ridare un ruolo ed un progetto strategico ad una città che ha esaurito il suo compito di polo terziario (sciolta la Brigata Cadore, via il Distretto, via Enel e Telecom, etc.), mentre i tagli continui inferti alla cultura negli ultimi anni sono l’esatto risultato di una politica che – a Roma come a Belluno – relega la cultura a puro accessorio, rendendola quindi superflua e tagliabile, con buona pace del ministro Bondi o dell’assessore Passuello, che minacciano dimissioni del tutto inutili una volta che il danno è stato fatto. L’ultimo decennio, con gli investimenti avviati durante il mio mandato come assessore alla cultura di Belluno, ha consentito di utilizzare Palazzo Crepadona per collocare Belluno al centro del nuovo turismo culturale nazionale ed estero, dalle mostre di Goldin a partire dal 2003 fino a Tiziano, Ricci e Brustolon, progetti che assieme alla Provincia avevamo avviato e lasciato pronti nel cassetto. Ma c’è di più e di peggio: l’ipotesi di chiusura del Museo e la contrazione delle giornate di apertura della Biblioteca sono l’effetto di un’incapacità di governo della pianta organica che ha già prodotto tagli e riduzioni di personale che rischiano di riportare strutturalmente la cultura bellunese indietro di 50 anni e che peseranno per molti decenni a venire. Oltre le vette si profila un abisso. Nel 150° dell’Unità d’Italia Belluno meritava – e merita – di meglio.

Marco Perale

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