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Concessioni idriche, arriva la rivoluzione: Matteo Toscani e Gianpaolo Bottacin lavorano insieme ad un progetto di legge ad hoc

Centrale di Soverzene
Centrale di Soverzene

«Sarà un¹applicazione concreta del federalismo fiscale. Di più: sarà un passo fondamentale verso l¹autonomia della provincia, una rivoluzione nella gestione delle concessioni idroelettriche che garantirà risorse importanti ai territori di montagna, riducendo l¹attuale squilibrio con le realtà a statuto speciale». Ne sono convinti il vicepresidente del Consiglio regionale veneto, Matteo Toscani, e il presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin. I due esponenti della Lega Nord stanno lavorando insieme a un progetto di legge regionale che, portato avanti con la collaborazione dei colleghi lombardi, permetterà agli enti locali di riappropriarsi di una risorsa fondamentale come l’acqua. Richiamandosi all’articolo 15 della legge 122 del luglio scorso, ispirato da un emendamento voluto dai parlamentari del Carroccio, la norma prevederà l’obbligo, per la Regione, di affidare direttamente la concessione idroelettrica ad una società a cui partecipino la provincia montana competente (che ne faccia richiesta) e un partner industriale selezionato mediante procedura di evidenza pubblica e l’istituzione di una società patrimoniale, partecipata dalla Regione e, fino al 40%, dagli enti locali a titolo gratuito, all’interno della quale confluirebbero i beni e le opere afferenti all’utilizzazione delle acque pubbliche acquisiti dalle società di gestione uscenti e affidati ai nuovi concessionari. «Si tratta di un testo a cui abbiamo lavorato insieme ai colleghi lombardi – afferma Matteo Toscani – . Ho parlato con Ugo Parolo, il consigliere regionale che si è occupato della questione: per la sua provincia, Sondrio, questa rivoluzione vale, secondo stime assolutamente prudenziali, cento milioni di euro all’anno. Più del triplo del bilancio attuale dell’amministrazione. Da questi numeri si evince chiaramente quale può essere l’impatto di una legge di questo tipo per la montagna bellunese». «In questo modo – prosegue il vicepresidente – i territori potranno essere protagonisti del proprio sviluppo economico e sociale. Attraverso un utilizzo virtuoso delle sue risorse, la montagna uscirà da una logica assistenzialista, sempre meno adeguata alle sfide del nostro tempo». Forte anche della sua esperienza in Consiglio regionale, il presidente Gianpaolo Bottacin sta collaborando al progetto di legge: «Questa si chiama rivoluzione – dice – . Per la nostra realtà si tratta di una risorsa fondamentale. Credo che con questo documento possiamo davvero iniziare a vedere i frutti del federalismo fiscale. Se di autonomia vogliamo parlare, questo è il terreno giusto e mi aspetto quindi una larga condivisione da parte delle rappresentanze bellunesi a Palazzo Ferro-Fini. Qui parliamo di nuove risorse, di una autonomia amministrativa ancor più spinta, di soldi veri che entreranno nelle nostre casse provinciale a favore di tutti i cittadini». Prosegue Bottacin: «Lascio ad altri le discussioni sulle briciole e sulle elemosine: questa è la strada che dobbiamo intraprendere ed è l’unica concreta via per una riforma epocale. Fino ad ora, altri hanno beneficiato delle nostre risorse idriche. Con questa legge invertiremo la rotta e le risorse rimarranno sul territorio, a beneficio della nostra comunità».

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