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sabato, Giugno 19, 2021
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Cura dimagrante in regione per la riorganizzazione della dirigenza

La giunta regionale ha completato oggi il ridisegno complessivo della dotazione organica dei propri dirigenti. Il vicepresidente Marino Zorzato che ha coordinato tutta questa manovra ha sottolineato la rapidità con cui la riorganizzazione è stata impostata, in anticipo di mesi rispetto alle tre precedenti legislature, e ha ricordato che l’impegno assunto era non solo quello di “dimagrire”, ma di dimagrire nella “testa”, cioè nella parte dirigenziale. Oggi il Veneto è secondo, dopo la Liguria, a livello nazionale nel rapporto tra dipendenti e risorse del bilancio regionale, sanità esclusa. “Anche nel rapporto tra dirigenti e popolazione – ha detto Zorzato – siamo al secondo posto dopo la Lombardia. Siamo convinti che la nostra regione potrà ora collocarsi al primo posto in entrambi i casi”. Uno degli obiettivi era quello di avere una riduzione di almeno il 10%. La pianta organica per la parte dirigenziale prevede 260 caselle di cui fino ad oggi 209 effettivamente coperte. Si passa ora ad una proposta di riorganizzazione con un organico dirigenziale di 190 unità a far data dal 1 gennaio prossimo, pari ad una riduzione del 10%. “Sul piano dei costi – ha spiegato Zorzato – abbiamo applicato a tutti i dirigenti regionali la norma già applicata ai segretari che è quella del raddoppio della riduzione dello stipendio che a livello nazionale partirà dal 1 gennaio. Con la manovra finanziaria infatti i dirigenti che superano i 90 mila euro avranno un abbattimento di stipendio del 5% sulla parte eccedente e quelli che superano i 150 mila euro del 10%. Per i nostri dirigenti applicheremo da subito il raddoppio di questi indici”. Nella seduta di oggi è stato modificato anche il cosiddetto premio di risultato, che finora poteva andare fino ad un massimo del 15% e ora non supererà il 10%. Fra i dirigenti sono state inoltre individuate sette figure di coordinatore d’area (turismo, territorio, primario, sviluppo economico, lavori pubblici, trasporti, sociale), che avranno solo un premio aggiuntivo. Inoltre, dei 54 dirigenti di direzione in servizio fino ad oggi, che è la fascia dirigenziale più alta dopo i segretari regionali, si passa a 38. “Abbiamo cercato di rendere più piramidale la struttura generale – ha concluso il vicepresidente – per valorizzare meglio le persone. In definitiva, rispetto ai 209 dirigenti che ad oggi costano poco meno di 20 milioni e mezzo di euro a regime annuo, i 190 dirigenti previsti con la riorganizzazione avranno un costo annuo di 17 milioni 840 mila euro. A regime avremo quindi un risparmio economico nel settore dirigenziale, tutto compreso, del 14%. Possiamo dirci quindi soddisfatti per questo risultato che va nella direzione di mantenere una macchina regionale efficiente con costi minori. Il risparmio così ottenuto, in un periodo di difficoltà economica per tutti, potrà essere riutilizzato a favore dei cittadini veneti”.

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