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“Ora è possibile il dialogo anche a sinistra!” Paolo Bampo, l’ex deputato eretico della Lega, dinanzi alle priorità del Paese e alla riluttanza della Lega a modificare la legge elettorale “Porcellum”, apre alla “sinistra realista”

La politica ha letteralmente perso la testa. In un momento di grave crisi come l’attuale, tutti sono contro tutti e, anziché cercare di trovare soluzioni alle emergenze sociali ed economiche, i partiti sono impegnati (a dir la verità maggiormente la destra, dilaniata da lotte intestine) a discutere di formule partitiche, di alchimie politiche, di alleanze elettorali, di fatti a loro interni e di tante altre cose (molte volte solamente personali di qualcuno), che non interessano ai precari, ai disoccupati, alle aziende in crisi, ai pensionati, alle famiglie che non arrivano a fine mese con gli stipendi , ecc.ecc. Se dobbiamo, però, individuare alcune priorità tra gli argomenti squisitamente politici, la riforma elettorale riveste sicuramente la maglia rosa. Dopo l’insano parto dell’attuale sistema elettorale è infatti fondamentale ridare dignità all’elettore e riaffermare i principi di democrazia insiti nell’espressione del voto.  Si deve abolire, in definitiva, quell’infamia  legislativa voluta dai segretari di partito, grazie a cui, adesso, essi nominano  direttamente Deputati e Senatori  che risultano perciò a loro asserviti. I partiti gestiscono così il Parlamento facendo le veci degli eletti ed occupando impropriamente spazi istituzionali non previsti dalla Costituzione.
Si prende atto che il centro destra non intende rinunciare alla attuale legge e che la Lega Nord, pur proclamando la volontà di aperture riformiste in tal senso,  di fatto si contraddice con la conferma di fedeltà all’attuale coalizione di governo e, conseguentemente, alla legge da questa sostenuta. Non resta  quindi che sperare che le intenzioni  di riforma elettorale dichiarate dal centro sinistra, che diventa per noi, perciò, un possibile interlocutore, non siano solo specchietti per le allodole.
Il mondo autonomista spesso sbilanciato a destra, interessato ad una riforma che tuteli  i movimenti regionalisti  e locali al pari di quelli del Trentino Alto Adige e della Val d’Aosta, con le dovute garanzie del caso, potrebbe sin da ora aprire un dialogo (che non sia quindi quello dell’ultimo minuto) con una “Sinistra realista” che contempli , oltre alla legge elettorale, in virtù di una presa d’atto delle tendenze del proprio elettorato, ultimamente trasferitosi alla Lega, anche la disponibilità, a discutere costruttivamente  sulla tutela dei diritti delle popolazioni originarie e/o dei residenti storici dei vari territori. In tal senso sono state interpretate da parte nostra le aperture ad alleanze ampie fatte ieri dal Presidente del PD in Nevegal (se non pensava unicamente a Fini).
Paolo Bampo – Responsabile del  Partito Autonomista Bellunese (p.BL-PAB)

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